Barletta, odontoiatra senza abilitazione: sequestrati beni per oltre 2,7 milioni

La Guardia di Finanza ha sequestrato sei immobili, tre automobili, 25 conti correnti, partecipazioni societarie e l’ambulatorio utilizzato dall’indagato. Contestati, a vario titolo, anche autoriciclaggio, ricettazione e riciclaggio.
Un odontoiatra abusivo a Barletta avrebbe ricevuto pazienti ed eseguito prestazioni mediche senza possedere l’abilitazione necessaria. La Guardia di Finanza ha ora sequestrato beni per oltre 2,7 milioni di euro, comprendenti immobili, automobili, conti correnti, società e lo studio professionale.
Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, su richiesta della Procura della Repubblica di Trani. L’uomo, già arrestato durante la prima fase dell’inchiesta, è attualmente sottoposto all’obbligo di dimora.
Odontoiatra abusivo a Barletta, cosa è stato sequestrato
Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca ha interessato sei immobili, tre automobili, 25 conti correnti, quote di partecipazione in altre società, un’impresa riconducibile all’indagato e l’ambulatorio completo di attrezzature e farmaci.
Le indagini sono state condotte dai finanzieri del Gruppo di Barletta e coordinate dalla Procura della Repubblica di Trani.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe ricevuto i pazienti in un appartamento situato nel centro di Barletta, trasformato in uno studio dentistico dotato di apparecchiature professionali.
Nell’ambulatorio sarebbero state effettuate visite, cure dentistiche e interventi di implantologia, nonostante l’uomo non fosse in possesso del titolo abilitativo e non risultasse iscritto all’albo degli odontoiatri.
Gli accertamenti sui compensi dello studio dentistico abusivo
Dopo la scoperta dello studio, la Guardia di Finanza ha avviato accertamenti bancari, fiscali, societari e patrimoniali.
Le verifiche avrebbero permesso di ricostruire disponibilità economiche superiori a 2,7 milioni di euro, ritenute dagli investigatori riconducibili ai compensi ottenuti attraverso l’attività professionale esercitata abusivamente.
All’indagato vengono contestati, a vario titolo, l’esercizio abusivo della professione e l’autoriciclaggio.
Nei confronti della società da lui rappresentata sono state inoltre formulate contestazioni relative alla ricettazione, al riciclaggio e all’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.
Odontoiatra abusivo a Barletta, l’inchiesta iniziata nel 2025
L’indagine era iniziata nel novembre 2025, quando i finanzieri avevano individuato lo studio odontoiatrico allestito in un appartamento del centro cittadino.
Secondo gli accertamenti, l’uomo avrebbe svolto prestazioni odontoiatriche in Italia e promosso anche servizi di turismo dentale in Serbia e Romania.
Durante la prima fase dell’operazione erano stati sequestrati l’ambulatorio, le apparecchiature professionali e i farmaci presenti nei locali.
L’uomo era stato inizialmente sottoposto agli arresti domiciliari. La misura cautelare è stata successivamente sostituita con l’obbligo di dimora.
Altre due persone, regolarmente iscritte all’albo degli odontoiatri, sarebbero coinvolte nell’indagine per un’ipotesi di concorso nell’esercizio abusivo della professione.
I rischi dell’esercizio abusivo della professione sanitaria
Il caso dell’odontoiatra abusivo a Barletta riguarda sia la tutela della salute dei pazienti sia il rispetto delle regole economiche e professionali.
L’esercizio di una professione sanitaria senza abilitazione può esporre i pazienti a prestazioni effettuate da persone prive dei requisiti richiesti dalla legge.
L’attività abusiva danneggia inoltre gli odontoiatri regolarmente iscritti all’albo, che lavorano rispettando gli obblighi sanitari, professionali e fiscali.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le responsabilità dell’uomo e delle altre persone coinvolte dovranno essere accertate definitivamente nel corso del processo, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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