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Sanità in Puglia, Cittadinanzattiva: “I costi non ricadano sui cittadini”

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Dopo l’annuncio del disavanzo sanitario e dei possibili aumenti Irpef, l’associazione chiede risorse adeguate, tutela delle fasce fragili e un nuovo Patto fra Stato e Regioni.

La sanità in Puglia torna al centro del confronto pubblico dopo l’annuncio del disavanzo sanitario regionale e dei conseguenti aumenti Irpef prospettati dal presidente della Regione, Antonio Decaro. Cittadinanzattiva Puglia interviene chiedendo che il peso della situazione non ricada sui cittadini, in particolare sulle persone più fragili.

Per Matteo Valentino, segretario regionale di Cittadinanzattiva Puglia, il caso pugliese non va letto come un’eccezione. Il nodo riguarda l’intero Servizio sanitario nazionale, che necessita di risorse sufficienti per garantire cure, servizi e accesso equo alle prestazioni.

Secondo l’associazione, vanno considerati positivamente gli investimenti sul personale sanitario, sui servizi e sulla spesa farmaceutica, soprattutto quando riguardano l’accesso ai farmaci innovativi. La disponibilità di nuove terapie, sottolinea Cittadinanzattiva, deve essere garantita in modo uniforme in tutte le Regioni.

Sanità in Puglia, il nodo delle risorse

Un punto centrale riguarda anche la distribuzione dei farmaci per le patologie croniche. Il passaggio di alcuni medicinali dalla distribuzione diretta alle farmacie territoriali può migliorare la prossimità delle cure, purché non generi nuovi costi ma solo una diversa organizzazione della spesa.

Cittadinanzattiva chiede però un controllo più rigoroso sugli investimenti sanitari. Non basta spendere di più: occorre verificare se le risorse producano risultati concreti in termini di salute, qualità della vita e accesso ai servizi.

Resta aperto anche il tema della mobilità sanitaria. Quando i cittadini pugliesi sono costretti a curarsi fuori regione, il sistema perde risorse economiche e fiducia. Per l’associazione servono politiche mirate per ridurre questi spostamenti e rafforzare la capacità della sanità regionale di rispondere ai bisogni dei pazienti.

Cittadinanzattiva chiede un Patto fra Stato e Regioni

Valentino richiama l’attenzione sugli effetti sociali dell’aumento Irpef. Anche se, secondo quanto dichiarato dalla Regione, i redditi più bassi non dovrebbero essere coinvolti, resta il rischio di un indebolimento dei servizi sanitari o di tagli lineari.

La preoccupazione riguarda soprattutto anziani, malati cronici e famiglie già esposte a difficoltà economiche. Per Cittadinanzattiva, il risanamento dei conti non può tradursi in minore tutela del diritto alla salute.

Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, allarga il ragionamento al rapporto fra Stato e Regioni. Quanto accade in Puglia, come già in Abruzzo e Molise, viene indicato come il segnale di un modello da rivedere.

L’associazione boccia l’idea che una maggiore autonomia differenziata possa migliorare la sanità attraverso una competizione fra territori. Al contrario, chiede un Patto per l’equità fra Stato e Regioni, capace di superare le disuguaglianze, programmare gli interventi necessari e stimare risorse adeguate sulla base degli esiti di salute.

La richiesta finale è chiara: garantire sostenibilità economica senza sacrificare il diritto alle cure. Per Cittadinanzattiva, il riequilibrio dei conti deve partire da una responsabilità condivisa e non trasformarsi in un conto da presentare ai cittadini pugliesi.

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