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Olio senza tracciabilità, sequestro a Fasano

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Bloccati oltre 2.000 litri tra extravergine e miscela di olio d’oliva. Coldiretti Puglia: controlli necessari per difendere consumatori e produttori onesti.

La Guardia di Finanza ha sequestrato a Fasano oltre 2.000 litri di olio senza tracciabilità, destinati alla commercializzazione nel Nord Italia. Il controllo è stato eseguito in uno stabilimento di imbottigliamento del territorio, dove i militari hanno riscontrato irregolarità sulle etichette dei prodotti.

Nel dettaglio, sono stati posti sotto sequestro 1.805 litri di olio extravergine di oliva e 360 litri di miscela di olio di oliva. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, le confezioni non riportavano alcune indicazioni obbligatorie relative allo stabilimento di produzione e confezionamento.

Olio senza tracciabilità a Fasano: cosa è stato trovato

L’olio era stato lavorato e imbottigliato nell’opificio fasanese per conto di una società con sede nel Nord Italia. Le irregolarità contestate riguardano la mancanza di informazioni essenziali in etichetta, previste dalla normativa sulla trasparenza dei prodotti alimentari.

La tracciabilità è un elemento centrale per consentire al consumatore di conoscere l’origine e il percorso del prodotto. Nel settore oleario, in particolare, le indicazioni su provenienza, lavorazione e confezionamento sono decisive per distinguere le produzioni regolari da quelle immesse sul mercato senza adeguate garanzie.

La posizione di Coldiretti Puglia

Coldiretti Puglia ha espresso apprezzamento per l’intervento della Guardia di Finanza, sottolineando la necessità di controlli costanti lungo tutta la filiera agroalimentare. Per l’organizzazione agricola, operazioni di questo tipo tutelano sia i consumatori sia le imprese che rispettano le regole.

Il presidente regionale Alfonso Cavallo ha richiamato l’attenzione sui rischi legati alle frodi alimentari, che danneggiano chi acquista e penalizzano i produttori corretti. Il direttore regionale Pietro Piccioni ha invece ribadito il valore dell’olio extravergine pugliese, riconosciuto per qualità e identità produttiva.

Il sequestro di Fasano si inserisce in una fase di forte attenzione sul comparto olivicolo, esposto a pressioni di mercato e a possibili pratiche irregolari. La Puglia resta una delle aree più importanti per la produzione di olio in Italia e la difesa della tracciabilità rappresenta un passaggio essenziale per proteggere reputazione, economia e consumatori.

Redazione Pugliapress

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