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Assolto lo schermitore di San Severo: “Non ha commesso il fatto”

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Il giovane atleta era imputato in un procedimento per violenza sessuale legato a un episodio avvenuto nel 2023 durante un ritiro sportivo a Chianciano Terme.

La vicenda giudiziaria che coinvolgeva uno schermitore di San Severo si è conclusa con l’assoluzione. Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Siena ha stabilito che l’atleta non ha commesso il fatto, al termine del processo celebrato con rito abbreviato.

L’accusa riguardava un presunto episodio di violenza sessuale avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 agosto 2023, durante un ritiro sportivo con giovani atleti a Chianciano Terme. Secondo la ricostruzione accusatoria, una giovane atleta, all’epoca minorenne, avrebbe trascorso la serata in un locale con alcuni sportivi italiani. Dopo quella serata, la ragazza sarebbe stata accompagnata in una camera d’albergo, dove si sarebbe verificato l’abuso contestato.

La Procura aveva chiesto una condanna a cinque anni e quattro mesi di reclusione per gli imputati. La decisione del giudice è stata invece di segno opposto: assoluzione perché il fatto non è stato commesso dall’atleta foggiano.

Il caso dello schermitore di San Severo

Lo schermitore di San Severo era cresciuto sportivamente in un club della città foggiana e successivamente era entrato in un gruppo sportivo militare. La sua posizione era finita al centro del procedimento insieme a quella di un altro atleta.

Il processo con rito abbreviato si è svolto davanti al giudice dell’udienza preliminare. Si tratta di un procedimento che consente la decisione sulla base degli atti raccolti durante le indagini, con eventuale riduzione della pena in caso di condanna. In questo caso, però, il giudice ha escluso la responsabilità dell’atleta.

La decisione del Tribunale di Siena

La formula assolutoria “per non aver commesso il fatto” ha un peso preciso: non si tratta di una prescrizione né di una decisione legata a motivi procedurali, ma di una valutazione sul merito della posizione dell’imputato.

Resta una vicenda delicata, sia per la natura dell’accusa sia per il contesto sportivo in cui si sarebbe verificata. La sentenza chiude, per il giovane atleta pugliese, una fase giudiziaria durata quasi tre anni.

Ora si attenderanno le motivazioni del provvedimento, che chiariranno il percorso seguito dal giudice per arrivare all’assoluzione. Solo dopo il deposito sarà possibile conoscere nel dettaglio gli elementi ritenuti decisivi.

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