Calcio

TANTI AUGURI, MARIO. UOMO DEL LAGO DI NASCITA E TARANTINO VERACE DENTRO. OTTANTA VOLTE DI CUORE

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di Guglielmo De Feis


Ottanta primavere e cari auguri.
Parlare di Mario Biondi significa rimarcare la Storia — volutamente in maiuscolo — della centenaria e tormentata società rossoblù. Perché nessuno è più tarantino di lui, sebbene le origini siano lombarde, di Como, e l’accento conservi ancora il timbro forte del Lago.

In riva allo Jonio vive da sessant’anni esatti. Qui ha trascorso undici anni da difensore fino al 1977, per poi diventare vice di Tom Rosati. E quando, dopo alcuni anni lontano dal calcio per scelta personale e altre attività professionali, tornò nel 1985 ancora al fianco del tecnico marchigiano, fu lui — di fatto — a condurre la preparazione a Torgiano, in Umbria, a causa delle difficili condizioni di salute dell’allenatore che lo aveva fortemente voluto con sé e che sarebbe poi venuto a mancare poco tempo dopo.

Una vita da “vice”, sempre con discrezione e competenza, fino al 1996, quando decise di isolarsi dal mondo del pallone: «Non mi trovavo più e non me ne sono mai pentito» (mi perdoni il buon Mario se riporto un colloquio privato).

Da anni ha scelto di non rilasciare più interviste — ci siamo visti a febbraio alla Biblioteca Acclavio, alla presentazione del libro di Claudio Frascella su quel Taranto con lui, Cimpiel e Colletta — e la sua scelta va rispettata in toto. Ma ottant’anni restano un traguardo enorme, e allora auguri, Mario: icona rossoblù di un calcio vero, passionale, autentico.

«Mario Biondi è la Storia del Taranto», dice da Mantova lo storico massaggiatore Bruno Brindani.
«Gli faccio tanti cari auguri e lo abbraccio affettuosamente. Persone perbene come lui meritano solo stima umana enorme e incondizionata».

Gli fa eco da Parma Adriano Capra, fresco 75enne:
«Auguroni di cuore a Mario, icona di lealtà, onestà ed educazione. Un autentico signore in un mondo di falsi e ipocriti. Merita stima eterna».

Da Roncade (Treviso) si unisce Rodolfo Cimenti:
«Mario rimarrà sempre il mio punto di riferimento come persona. Uno dei più grandi compagni di squadra che abbia avuto. Lo colloco alla pari solo di Giuseppe Pavone e Ivan Romanzini come uomo spogliatoio. È un giovanotto, ha ancora entusiasmo da vendere».

Parola anche a Franco Selvaggi (73 anni da compiere venerdì):
«Auguroni a Mario, grandissimo amico e persona eccezionale. La storia del Taranto è lui, e lo sarà per sempre. Ho avuto tanti compagni, ma Biondi è ineguagliabile come uomo e come atleta».

Chiudono Giuseppe Donatelli da Pescara e Daniele Goletti da Viterbo:
«Abbraccio di cuore Mario, un autentico Maestro di vita. Auguri di una vita ricca di soddisfazioni».
E l’ex portiere aggiunge: «Mi ha allenato ed è sempre stato un punto di riferimento, non solo sul campo. Gli faccio tanti cari auguri: ha ancora dentro un entusiasmo enorme».



Francesco Leggieri

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E' in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.

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