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Vannacci propone i paracadutisti contro i furti d’auto a Cerignola

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Il leader di Futuro Nazionale rilancia l’uso dell’esercito contro il racket delle auto rubate. La proposta arriva dopo nuove operazioni contro le bande attive tra Foggiano e Bat.

La proposta di Roberto Vannacci sui furti d’auto a Cerignola entra nel dibattito politico pugliese. Il generale e leader di Futuro Nazionale, in un video rilanciato nelle ultime ore, ha indicato l’impiego di un battaglione di paracadutisti come possibile risposta al racket delle auto rubate.

Secondo Vannacci, l’esercito dovrebbe essere utilizzato non solo con funzioni di presidio, ma con un ruolo operativo più incisivo. Il riferimento è a Cerignola, da anni associata dalle cronache investigative a gruppi specializzati nel furto, nello smontaggio e nella ricettazione di veicoli.

La frase ha subito acceso il confronto politico. Da un lato c’è chi legge la proposta come un segnale di fermezza verso una criminalità radicata. Dall’altro c’è chi contesta il rischio di trasformare un problema investigativo e giudiziario in una questione di ordine militare.

Furti d’auto a Cerignola, il nodo sicurezza

Il tema non nasce oggi. Negli ultimi mesi le forze dell’ordine hanno eseguito nuove operazioni contro presunte bande attive tra la provincia Bat, il Foggiano e il nord Barese. In una recente inchiesta coordinata dalla Procura di Trani, la Polizia ha eseguito 15 misure cautelari per furti, riciclaggio e ricettazione di auto.

Le indagini hanno ricostruito un sistema organizzato: veicoli rubati, basi operative, smontaggio rapido e vendita dei pezzi sul mercato illecito. Un fenomeno che pesa sui cittadini, sulle assicurazioni e sulle attività economiche del territorio.

La proposta e le possibili conseguenze

L’ipotesi avanzata da Vannacci punta a rafforzare la presenza dello Stato in un’area considerata sensibile. Resta però da chiarire quale sarebbe il perimetro concreto di un intervento militare di questo tipo, quali poteri avrebbero i reparti impiegati e come si coordinerebbero con magistratura, polizia e carabinieri.

In Italia l’esercito viene già utilizzato in compiti di controllo del territorio, ma il contrasto ai gruppi criminali richiede indagini, intercettazioni, riscontri patrimoniali e interventi mirati. La presenza dei militari può aumentare la percezione di sicurezza, ma non sostituisce il lavoro investigativo.

La discussione ora passa alla politica. Cerignola, intanto, resta al centro di un problema reale: i furti d’auto continuano a rappresentare una delle emergenze più sentite nel territorio. La risposta dovrà tenere insieme prevenzione, repressione e controllo economico della filiera illegale.

Redazione Pugliapress

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