Rottamazione tributi Martina Franca, silenzio di Andreani e del Comune: Cittadini pronti alle diffide
Scadenza vicina, dati difficili da ottenere e nessuna risposta dal Palazzo: cresce il caso tra contribuenti, legali e imprese
Scadenza vicina, dati difficili da ottenere e nessuna risposta dal Palazzo: cresce il caso tra contribuenti, legali e imprese

La rottamazione tributi Martina Franca doveva rappresentare una boccata d’ossigeno.
Una misura concreta per consentire a cittadini e imprese di regolarizzare le proprie posizioni con il Comune, pagando il dovuto senza sanzioni e interessi. Una scelta politica precisa, approvata in Consiglio comunale.
Oggi, però, quella che doveva essere un’opportunità rischia di trasformarsi in un problema.
Il motivo è semplice: mancano le informazioni.
Rottamazione tributi Martina Franca, dati difficili da ottenere
Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le segnalazioni arrivate alla nostra redazione.
Cittadini, professionisti e imprese lamentano difficoltà nell’ottenere un quadro chiaro della propria posizione: quali cartelle rientrano nella rottamazione, quali importi devono essere versati, quali debiti risultano effettivamente inclusi.
Senza questi elementi, la scelta diventa impossibile.
E con una scadenza fissata al 30 aprile, il tempo non è un dettaglio.
Il ruolo di Andreani Tributi
La gestione operativa dei tributi comunali è affidata ad Andreani Tributi, concessionario incaricato dal Comune.
È il soggetto che, nella pratica, dovrebbe fornire ai contribuenti tutti i dati necessari per aderire alla definizione agevolata.
Ma secondo quanto riferito da più parti, le risposte non starebbero arrivando con la tempestività e la chiarezza richieste.
In alcune interlocuzioni sarebbero state richiamate difficoltà tecniche o legate ai sistemi, ma non risultano comunicazioni ufficiali pubbliche in grado di chiarire definitivamente la situazione.
Il silenzio che pesa

Se il silenzio del gestore preoccupa, quello del Comune pesa ancora di più.
Abbiamo provato a contattare l’assessore al ramo, Pasqualina Castronuovo, per comprendere quali iniziative siano state messe in campo per affrontare le criticità e garantire ai cittadini un accesso reale alla rottamazione.
Ad oggi, però, non è arrivata alcuna risposta.
E questo apre un interrogativo inevitabile: che cosa sta facendo l’amministrazione per assicurare l’applicazione concreta di una misura che essa stessa ha deliberato?
Le diffide e il rischio legale
Nel frattempo, la situazione si sta muovendo anche su un altro piano.
Secondo quanto appreso, cittadini, avvocati e associazioni, tra queste Lex.tri. bra del dott. Antonio Pepe , ma anche diversi studi legali, starebbero valutando o avviando diffide nei confronti del gestore.
Il motivo è evidente: senza accesso ai dati, il contribuente non è nelle condizioni di esercitare un diritto.
E se la scadenza arriva senza che queste informazioni siano state fornite, il rischio è quello di un’esclusione di fatto dalla rottamazione.
Alcuni legali non escludono che la vicenda possa assumere profili ancora più delicati, qualora non si arrivi rapidamente a una soluzione.
Una misura che si inceppa
Il paradosso è tutto qui. Il Consiglio comunale ha approvato la rottamazione, con una maggioranza chiara ma non unanime. Una parte dell’opposizione, già allora, aveva espresso perplessità.
Oggi quelle perplessità riemergono, ma su un piano diverso: non più politico, ma operativo.
Perché una misura esiste davvero solo se può essere applicata.
A chi giova il ritardo?

In questo contesto si affaccia una domanda che tra contribuenti e professionisti circola sempre più spesso.
Se l’accesso alla rottamazione è reso difficile, a chi giova questa situazione?
È soltanto una fase di disorganizzazione o c’è qualcosa che, nella pratica, rende meno conveniente una definizione agevolata che riduce sanzioni, interessi e agi legati alla riscossione?
Sono interrogativi che, in assenza di chiarimenti ufficiali, restano aperti.
Serve una risposta
Il tempo, però, non si ferma.
Il 30 aprile si avvicina e i cittadini hanno bisogno di certezze, non di attese.
Serve una risposta da parte del gestore, ma serve soprattutto una presa di posizione da parte del Comune.
Perché la responsabilità politica di quella delibera resta lì, in capo all’amministrazione.
Cosa accadrà ora?
La rottamazione doveva essere una soluzione. Oggi rischia di diventare un problema.
Bisogna fare in fretta, ma soprattutto farlo in modo chiaro e trasparente. Perché questo è un momento difficile sia per le famiglie che per le imprese, e non c’è spazio per incertezze.

PugliaPress
Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000
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