Asl Bari condannata: risarcimento dopo il ritardo dell’ambulanza a Noci
Il Tribunale di Bari ha riconosciuto un ritardo grave nei soccorsi del 118 per una donna colta da malore in strada nel novembre 2020. Ai familiari disposto un risarcimento da 235mila euro.
Il Tribunale di Bari ha condannato l’Asl Bari a risarcire con 235mila euro i familiari di una donna morta dopo un intervento del 118 arrivato in forte ritardo a Noci. Per il giudice, il soccorso non fu gestito in modo corretto e alla paziente furono di fatto negate cure che, se prestate in tempi adeguati, avrebbero potuto offrirle maggiori possibilità di sopravvivenza.
I fatti risalgono al 7 novembre 2020, in piena emergenza Covid. La donna si sentì male mentre stava camminando con il marito in una piazza del paese. A chiedere aiuto furono subito sia il coniuge sia due agenti della Polizia locale presenti sul posto. Secondo quanto ricostruito nel provvedimento, la prima chiamata al 118, alle 19.05, non ricevette risposta. Solo alle 19.11 un operatore rispose riferendo una “temporanea indisponibilità di mezzi”.
Il caso del ritardo dell’ambulanza a Noci
La ricostruzione accolta dal Tribunale indica però che quella comunicazione non corrispondeva alla situazione reale. Dalla documentazione acquisita e dalle registrazioni delle comunicazioni interne tra centrale operativa e personale dell’ambulanza di Alberobello emergerebbe infatti un quadro diverso, tanto che il giudice ha parlato apertamente di errore della centrale del 118 e di informazioni non veritiere fornite ai familiari.
L’ambulanza arrivò dopo circa un’ora e, secondo quanto riportato nella ricostruzione pubblica della sentenza, a bordo c’era soltanto l’infermiere. Il medico giunse ancora più tardi, quando per la donna non c’era ormai più nulla da fare. È proprio su questo punto che si concentra il ragionamento del Tribunale: un intervento più rapido non avrebbe garantito con certezza un esito diverso, ma avrebbe assicurato alla paziente chance di sopravvivenza più alte rispetto a quelle rimaste dopo il ritardo accumulato.
La sentenza del Tribunale di Bari
La sentenza riporta anche alcuni passaggi delle conversazioni tra operatori, ritenuti rilevanti per comprendere la classificazione iniziale dell’emergenza e i tempi di attivazione del mezzo. Elementi che hanno avuto un peso nella valutazione finale del giudice, insieme alla cronologia delle chiamate e dei successivi arrivi sul posto.
Il caso torna a porre un tema che riguarda l’intera rete dell’emergenza-urgenza: tempi di risposta, corretta attribuzione dei codici e chiarezza delle comunicazioni con chi chiede aiuto. A distanza di oltre cinque anni dai fatti, la decisione del Tribunale di Bari chiude il fronte civile con una condanna economica significativa e con una censura netta sulla gestione del soccorso a Noci.

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