Pasqua 2026, agriturismi presi d’assalto in Puglia

Coldiretti Puglia segnala il boom del turismo di prossimità: sale piene per pranzi e gite di Pasqua e Pasquetta, più caute le prenotazioni per i pernottamenti.
La Pasqua 2026 in Puglia porta il tutto esaurito negli agriturismi, soprattutto sul fronte della ristorazione. A spingere le presenze sono i pranzi delle feste e le gite fuori porta, in un quadro in cui sempre più italiani scelgono destinazioni vicine, facilmente raggiungibili e percepite come sicure.
È quanto emerge dall’analisi di Coldiretti e Terranostra Campagna Amica Puglia, che registra sale piene e tavolate sold out per Pasqua e Pasquetta. A lavorare a pieno ritmo sono soprattutto le cucine contadine, chiamate a proporre menù legati alla tradizione e ai prodotti del territorio. Più contenuto, invece, l’andamento delle prenotazioni per i pernottamenti, segnale di una domanda orientata soprattutto alla gita in giornata.
Secondo Coldiretti Puglia, oltre due milioni di italiani hanno rinunciato ai viaggi all’estero, mentre il 44% ha deciso di restare nella propria regione. A questo dato si aggiunge circa mezzo milione di persone che avrebbe modificato i programmi iniziali, cancellando vacanze già organizzate per puntare su soluzioni più flessibili. In questo scenario, gli agriturismi pugliesi intercettano una domanda che cerca natura, cucina locale e tempi più semplici.
Pasqua 2026 in Puglia, cresce il turismo di prossimità
La spinta non riguarda solo il pranzo di festa. Per Coldiretti, l’agriturismo continua a rafforzarsi anche grazie a un’offerta che va oltre la tavola: enoturismo, oleoturismo, turismo caseario, attività all’aria aperta, corsi di cucina e percorsi legati al benessere. Un insieme di proposte che incontra chi vuole vivere il territorio in modo diretto, con esperienze concrete e legate alle produzioni locali.
Antonio Baselice, presidente di Terranostra Puglia, sottolinea che il turismo di prossimità sta producendo risultati evidenti nella regione e che le aziende agricole sono diventate un riferimento per chi cerca autenticità. Il richiamo principale, spiega, resta quello della cucina contadina, dei prodotti locali e della filiera corta, elementi che oggi rappresentano una leva forte per l’attrattività delle campagne pugliesi.
Il risultato di Pasqua si inserisce in una tendenza più ampia. Coldiretti Puglia evidenzia infatti la crescita del turismo enogastronomico, con la regione che continua a consolidare il proprio peso a livello nazionale. Tra i dati richiamati c’è quello secondo cui il 41% dei turisti italiani indica la Puglia come prima destinazione per esperienze legate a cibo e vino. Un elemento che conferma quanto l’identità gastronomica sia ormai parte centrale dell’immagine turistica regionale.
Dall’olio ai cammini, l’offerta degli agriturismi pugliesi
Tra i comparti più dinamici c’è l’oleoturismo. La Puglia si conferma una delle mete più riconoscibili per chi vuole scoprire l’olio extravergine di oliva attraverso visite nei frantoi, degustazioni, percorsi tra ulivi secolari, cene in uliveto e itinerari nei frantoi storici. È un segmento che rafforza il legame tra produzione agricola e ospitalità, valorizzando una delle filiere simbolo del territorio.
Accanto all’enogastronomia cresce anche il turismo lento. Coldiretti richiama il report Cammini di Puglia 2025, secondo cui i camminatori lungo gli itinerari regionali sono aumentati del 48%, con una presenza più marcata di visitatori stranieri, in particolare francesi, inglesi, americani, belgi e tedeschi. Un segnale che conferma l’interesse per esperienze a piedi e in bicicletta, capaci di unire paesaggio, ruralità e scoperta dei piccoli centri.
Nel complesso, il sistema agrituristico pugliese mette a disposizione oltre 15mila posti letto e circa 27mila coperti, con centinaia di aziende impegnate anche in degustazioni e attività legate alle produzioni tipiche. Per Coldiretti Puglia questo patrimonio ha ormai un ruolo strategico: non solo accoglienza, ma anche tutela del paesaggio, presidio delle aree rurali e creazione di valore economico. I numeri di Pasqua confermano che la campagna pugliese continua a essere una delle carte più forti del turismo regionale.

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