Manodopera agricola in Puglia, occupati a quota 109mila

Con l’avvio delle grandi raccolte cresce la richiesta di lavoratori nei campi. Coldiretti Puglia segnala un aumento del 4,3% degli occupati agricoli, in controtendenza rispetto al dato nazionale.
La manodopera agricola in Puglia torna al centro dell’attenzione con l’avvio delle principali campagne di raccolta. Pomodoro, uva, ortaggi e frutta estiva richiedono un numero crescente di lavoratori, mentre il settore agricolo regionale continua a registrare dati positivi sull’occupazione.
Secondo Coldiretti Puglia, sulla base dell’annuario L’agricoltura pugliese conta 2026 del CREA, gli occupati agricoli in regione hanno raggiunto quasi 109mila unità, con un aumento del 4,3% rispetto all’anno precedente. Il dato assume rilievo anche perché arriva mentre, a livello nazionale, il comparto registra una flessione degli addetti pari al 3,3%.
Manodopera agricola in Puglia, cresce il lavoro dipendente
Il segnale più evidente riguarda il lavoro dipendente agricolo, cresciuto del 10,8%. Per Coldiretti Puglia si tratta di un indicatore importante: molte aziende agricole stanno diventando più strutturate e hanno bisogno di personale regolare e qualificato, soprattutto nelle filiere ad alta intensità di lavoro.
Ortofrutta, vitivinicolo e trasformazione alimentare restano tra i settori più esposti alla necessità di manodopera durante i mesi di raccolta e lavorazione. La continuità delle filiere del Made in Puglia dipende anche dalla capacità delle imprese di trovare lavoratori disponibili nei tempi giusti.
Resta rilevante il contributo dei lavoratori stranieri. In agricoltura superano quota 32mila, con un incremento del 5%. La provincia di Foggia si conferma il principale polo regionale per impiego di manodopera immigrata, concentrando circa il 40% dei lavoratori stranieri occupati nelle campagne pugliesi.
Bari prima per occupati, Foggia centrale per gli stagionali
La distribuzione degli addetti mostra il peso delle diverse vocazioni produttive territoriali. Bari è la provincia con il maggior numero di occupati agricoli, pari al 25,3% del totale regionale. Seguono Foggia con il 22,2%, Taranto e BAT entrambe al 15,4%, Brindisi al 12,4% e Lecce al 9,3%.
Accanto ai dati positivi, emerge però una criticità: l’occupazione femminile in agricoltura cala del 2,3% e si ferma a poco più di 28mila unità. Al contrario, cresce quella maschile, con un aumento del 6,9%. Per Coldiretti Puglia servono strumenti più efficaci di welfare, servizi nelle aree rurali e sostegno all’imprenditoria agricola femminile.
La stagione delle raccolte riapre anche il tema della regolarità del lavoro. Le imprese chiedono procedure più rapide per l’ingresso dei lavoratori stagionali e controlli più incisivi contro caporalato e lavoro nero. Per il sistema agricolo pugliese, la disponibilità di manodopera regolare resta una condizione decisiva per affrontare una fase centrale dell’anno produttivo.

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