Mobilità passiva, la Puglia approva il piano per ridurre i viaggi della speranza

La mobilità passiva torna al centro della sanità pugliese. La giunta regionale ha approvato la delibera che punta a recuperare le risorse spese per i pazienti che scelgono di curarsi fuori regione, con l’obiettivo di rafforzare l’offerta sanitaria in Puglia e ridurre i cosiddetti viaggi della speranza. È una scelta che pesa sui conti pubblici, ma soprattutto sulla vita di molte famiglie costrette a spostarsi per ottenere prestazioni ritenute più accessibili o più efficienti altrove.
Il piano prevede accordi bilaterali con le regioni verso cui oggi si concentra il maggior flusso di mobilità passiva: Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Veneto e Campania. Parallelamente, la Regione coinvolgerà sia le strutture pubbliche sia quelle private per ampliare e migliorare i servizi che più spesso spingono i cittadini a lasciare la Puglia. Il principio resta chiaro: la libertà di cura non viene limitata, ma l’obiettivo è offrire sul territorio pugliese le stesse prestazioni garantite fuori regione, con standard qualitativi adeguati.
Mobilità passiva, cosa cambia in Puglia
La delibera chiede ora alle aziende sanitarie pugliesi di intervenire sui settori più deboli, potenziando attività e prestazioni oggi considerate insufficienti. Per i cittadini questo può tradursi in una sanità più vicina, tempi più sostenibili e minore necessità di affrontare spese, trasferimenti e disagi per curarsi lontano da casa. La sfida, adesso, sarà trasformare il piano in risultati concreti e misurabili.
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