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Puglia, pomodoro da industria verso il 40% nazionale

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Confagricoltura Puglia chiede un accordo di filiera immediato: acqua disponibile, ma costi alti e prezzi incerti frenano le semine

La Puglia del pomodoro da industria può tornare a pesare in modo decisivo sulla campagna nazionale 2026. Secondo Confagricoltura Puglia, la regione potrebbe arrivare a coprire circa il 40% della produzione italiana, grazie a una disponibilità idrica migliore rispetto allo scorso anno.

Il dato è rilevante soprattutto per il bacino di Foggia, che nel 2025 aveva risentito della crisi dell’acqua. Le condizioni agronomiche, oggi, fanno prevedere una stagione con buone potenzialità. Ma il problema non è solo nei campi. La partita principale resta economica.

Nel Centro-Sud non è stato ancora firmato l’accordo interprofessionale per il 2026. Al Nord, invece, il contratto di filiera è già stato chiuso con valori tra 13 e 13,7 centesimi al chilogrammo, inferiori rispetto alla campagna precedente. Per molti produttori pugliesi si tratta di prezzi insufficienti a coprire i costi.

Energia, carburanti, manodopera e mezzi tecnici continuano a pesare sui bilanci aziendali. In queste condizioni, coltivare pomodoro può significare lavorare senza margini o in perdita. Alcuni agricoltori, infatti, hanno già scelto di non procedere con le piantine.

Pomodoro da industria in Puglia, la richiesta di Confagricoltura

Confagricoltura Puglia chiede tempi rapidi. Il presidente Antonello Bruno sollecita un accordo di filiera capace di garantire prezzi, programmazione e sostenibilità economica.

presidente Antonello Bruno

Il punto, per l’organizzazione agricola, è evitare che l’incertezza blocchi una campagna che potrebbe beneficiare della maggiore disponibilità d’acqua. Senza un’intesa tra produttori e industria, il rischio è una riduzione delle superfici coltivate, con effetti diretti sulla produzione regionale e nazionale.

Nel 2025 l’Italia ha superato i 5,8 milioni di tonnellate di pomodoro da industria, con un aumento dell’11% rispetto al 2024. Il Paese è tornato al secondo posto mondiale dopo gli Stati Uniti. Il Centro-Sud, però, si è fermato a 2,7 milioni di tonnellate, in calo del 5%, anche per le difficoltà idriche registrate in Puglia.

Prezzi, costi e mercato internazionale

Il contesto internazionale potrebbe offrire condizioni favorevoli. L’offerta globale della campagna 2025/26 risulta più contenuta rispetto agli ultimi due anni, mentre alcune categorie di semilavorati, come passate e pelati, mostrano segnali di tenuta o recupero nei prezzi.

Questo quadro, però, non basta a garantire reddito agli agricoltori. Per Confagricoltura Puglia serve un accordo che riconosca il valore della produzione nei campi e consenta alle aziende di programmare con certezze.

Il comparto delle conserve di pomodoro resta strategico per l’agroalimentare italiano. Nella campagna 2024/25 ha generato oltre 2,5 miliardi di euro di attivo nella bilancia commerciale. Un risultato che dipende anche dalla tenuta della filiera agricola.

La campagna 2026, quindi, parte con un potenziale importante ma con una condizione precisa: senza un prezzo ritenuto equo e un contratto condiviso, la maggiore disponibilità d’acqua rischia di non bastare.

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