Invasi della Capitanata all’89%, Coldiretti: “Acqua disponibile ma sistema fragile”
Le piogge hanno riempito i bacini foggiani, ma restano criticità su distribuzione, manutenzione delle reti, falde e intrusione salina nelle aree costiere.
La risorsa idrica in Puglia resta un tema aperto, anche con gli invasi della Capitanata quasi pieni. Nei bacini foggiani sono immagazzinati 294,36 milioni di metri cubi d’acqua, pari all’89% della capacità autorizzata. Il dato, rilevato da Coldiretti Puglia su base ANBI e ISPRA, segnala una disponibilità importante, ma non risolve le fragilità del sistema.
Secondo Coldiretti, il livello raggiunto negli invasi è legato soprattutto a piogge concentrate. Non rappresenta quindi una condizione stabile né sufficiente per garantire sicurezza idrica a tutto il territorio regionale. Il beneficio riguarda infatti le aree rurali servite da quei bacini, mentre restano zone non coperte da una distribuzione adeguata.
Risorsa idrica in Puglia, il nodo delle infrastrutture
Il problema principale riguarda la capacità di trattenere, distribuire e utilizzare l’acqua nei periodi di maggiore necessità. Le reti idrauliche, secondo l’organizzazione agricola, hanno bisogno di manutenzione ordinaria e straordinaria, con particolare attenzione a fossi, canali di scolo e infrastrutture di accumulo.
Coldiretti chiede un piano regionale organico, con tempi certi e investimenti mirati. L’obiettivo è ridurre dispersioni e inefficienze, potenziare gli invasi esistenti e realizzarne di nuovi. Una gestione più stabile dell’acqua è considerata essenziale per l’agricoltura, soprattutto davanti a eventi climatici sempre più irregolari.
Falde e coste sotto pressione
Il quadro non riguarda solo la quantità d’acqua disponibile. I dati ISPRA indicano che, nel distretto dell’Appennino Meridionale, le acque sotterranee presentano in larga parte uno stato quantitativo e chimico buono. Restano però pressioni legate a prelievi intensivi, contaminazione e intrusione salina nelle aree costiere.
La risalita del sale nelle falde è una criticità rilevante per le zone agricole vicine al mare. Può compromettere la qualità dell’acqua e incidere sulla produttività dei terreni. Per questo Coldiretti collega il tema degli invasi alla tutela complessiva delle risorse idriche, comprese quelle sotterranee.
Sul piano climatico pesa anche l’aumento delle temperature nel Mediterraneo, con effetti diretti sui territori costieri e sulla disponibilità idrica. Per Coldiretti Puglia, la priorità è passare da una gestione emergenziale a una strategia strutturale. Gli invasi pieni sono un vantaggio temporaneo, ma senza interventi sulla rete e sulla capacità di accumulo il sistema resta esposto a nuove crisi.

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