
Secondo la Commissione regionale Abi Puglia, l’economia regionale resta esposta a costi energetici, trasporti e rischi internazionali, ma diversi comparti mostrano segnali di tenuta.
La crescita del fatturato in Puglia nel 2026 potrebbe arrivare soprattutto da turismo, meccanica, elettrotecnica e sistema moda. È quanto emerso a Bari durante la riunione di insediamento della Commissione regionale Abi Puglia, presieduta da Vincenzo De Marino, direttore commerciale Imprese Basilicata, Puglia e Molise di Intesa Sanpaolo.
Il quadro resta prudente. Le imprese pugliesi si muovono in un contesto segnato da instabilità geopolitica, aumento dei costi di produzione, trasporto e assicurativi, crisi energetica, dazi, nuove regole e cambiamenti climatici. Fattori che incidono sulle scelte industriali e sugli investimenti, soprattutto per le aziende più esposte ai mercati esteri e alle catene di fornitura.
Crescita del fatturato in Puglia: i comparti più dinamici
Secondo De Marino, il territorio mostra comunque una buona capacità di reazione in settori strategici. Il turismo continua a rappresentare uno dei motori dell’economia regionale, mentre meccanica ed elettrotecnica confermano un ruolo centrale nelle filiere produttive.
Segnali positivi arrivano anche dal sistema moda, sostenuto dalla qualità artigianale e dal valore del “fatto a mano”, elemento che resta competitivo sui mercati nazionali e internazionali.
La priorità, ha evidenziato De Marino, è rafforzare la capacità delle imprese di diversificare mercati di vendita e approvvigionamento. Un’esigenza resa più urgente dai rincari che, secondo l’analisi, pesano in modo particolare sul Mezzogiorno.
Investimenti, energia e intelligenza artificiale
Sul fronte degli investimenti, le imprese pugliesi stanno orientando risorse verso due ambiti considerati decisivi: autoproduzione di energia e integrazione dell’intelligenza artificiale. Due scelte legate alla necessità di ridurre i costi, migliorare l’efficienza e mantenere competitività.
Resta centrale anche il tema degli incentivi. Le aziende continuano a chiedere politiche favorevoli per sostenere gli investimenti e contenere i consumi energetici, in una fase in cui i margini possono essere compressi dall’aumento delle spese operative.
Il mercato del credito mostra numeri rilevanti. A gennaio 2026, sulla base degli aggiornamenti congiunturali della Banca d’Italia citati da Abi, i prestiti bancari all’economia pugliese hanno raggiunto 55 miliardi di euro: 21 miliardi alle imprese e 31 miliardi alle famiglie. Le sofferenze lorde si sono attestate a circa 1,4 miliardi, pari al 2,5% del totale dei finanziamenti. I depositi della clientela hanno raggiunto quota 84 miliardi.
Nel 2025 l’export pugliese ha registrato una crescita del 2,6%. Un dato positivo, ma non sufficiente a eliminare le criticità legate ai costi e all’incertezza internazionale. Per il sistema produttivo regionale, il 2026 si presenta quindi come un anno di equilibrio: opportunità concrete nei settori più forti, ma anche la necessità di gestire con attenzione energia, credito, mercati e investimenti.

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