
Entro fine maggio la Puglia dovrà indicare ai Ministeri come coprire il disavanzo. Tra le ipotesi resta l’aumento dell’addizionale Irpef per i redditi più alti.
Il deficit della sanità pugliese arriva a 349,3 milioni di euro. La cifra è stata confermata nel corso del tavolo convocato a Roma dai Ministeri dell’Economia e della Salute, al quale hanno preso parte l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Piemontese, e il direttore del Dipartimento Salute, Vito Montanaro.
La Regione dovrà ora costruire un piano di copertura entro la fine di maggio. Il percorso è quello previsto dalla normativa: il presidente della Regione, in qualità di commissario ad acta, dovrà adottare gli interventi necessari per il ripiano del disavanzo.
Deficit sanità pugliese, le risorse disponibili
Secondo quanto emerso, la Regione avrebbe già individuato circa 120 milioni di euro dal proprio bilancio autonomo. Una somma importante, ma non sufficiente a coprire l’intero buco.
Per questo resta aperta l’ipotesi di un intervento fiscale. La misura più discussa riguarda l’aumento dell’addizionale regionale Irpef, con un possibile ritocco concentrato soprattutto sui redditi superiori a 50mila euro annui.
Una seconda ipotesi riguarda, in forma più contenuta, la fascia tra 28mila e 50mila euro. Non dovrebbe essere coinvolto lo scaglione più basso, fino a 15mila euro. Resta invece da chiarire l’eventuale impatto sulla fascia tra 15mila e 28mila euro, qualora le risorse reperite non bastassero.
Centrodestra contro l’aumento dell’Irpef
La prospettiva di un aumento delle tasse ha provocato la reazione dei gruppi di centrodestra in Consiglio regionale. Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Misto contestano la gestione del sistema sanitario e chiedono una commissione d’inchiesta per ricostruire le cause del disavanzo.
L’opposizione parla di una manovra pesante per le famiglie e accusa la maggioranza di scaricare sui cittadini gli effetti di anni di inefficienze. La partita politica, dunque, si affianca a quella contabile.
Nelle prossime settimane la Regione dovrà presentare una soluzione sostenibile e compatibile con le richieste dei Ministeri. Il nodo resta lo stesso: coprire il deficit senza aggravare ulteriormente il peso fiscale sui cittadini pugliesi.






















