TARANTO, VITTORIA NETTA E TERZO POSTO BLINDATO

Il Taranto chiude la stagione regalare in Eccellenza (si spera l’unica della sua storia), con un 4-0 che non lascia spazio a interpretazioni. Una gara che, più che una sfida, somiglia a un capitolo di transizione, una sorta di amichevole: un percorso necessario, obbligato, da attraversare senza inciampi per arrivare al vero crocevia della stagione. La squadra di Danucci lo fa con ordine, lucidità e un primo tempo che mette subito in cassaforte il risultato. Del resto, parlano tutte cosi le partite del secondo periodo di mister Danucci.
L’avvio è un lampo: al 4’ Incerti scava un solco sulla destra e serve un pallone che Trombino trasforma in gol con la naturalezza di chi sente l’aria giusta. È il segnale che il pomeriggio avrà un solo padrone. Al 24’ Loiodice raddoppia dal dischetto, poi al 33’ si inventa un’azione personale che racconta più di mille parole: controllo, slalom, freddezza. Il Taranto è già lontano, il Gallipoli può solo assistere.
Il palo colpito da Incerti nel recupero è l’ultimo fotogramma di un primo tempo dominato, quasi scolpito nella pietra.
La ripresa cambia tono: non più assalto, ma gestione. Danucci ruota gli uomini, dà spazio a chi deve mettere minuti nelle gambe e soprattutto a chi cerca un gol che non arriva da troppo tempo. Losavio entra con la fame di chi vuole riprendersi il titolo di capocannoniere, ma il destino gli volta le spalle: cinque, forse sei occasioni nitide, tutte respinte da un De Santis in giornata o da un pizzico di imprecisione. È una piccola storia nella storia: l’attaccante che insegue il gol come un miraggio, e il gol che continua a sfuggirgli.
Poi, quando il cronometro sta per chiudere il sipario, Losavio cambia ruolo: da finalizzatore a uomo-assist. Il suo pallone per Aguilera, che firma il 4-0 allo scadere, è un gesto di lucidità e altruismo che vale quasi quanto una rete.
Il Taranto non si distrae, non si complica la vita, non concede spiragli. La partita scorre come deve scorrere: lineare, pulita, senza sbavature. È la calma prima della tempesta, l’ultimo respiro prima della salita.
Adesso arriva il momento della verità: il playoff contro il Canosa, a Massafra. Due settimane per preparare una sfida che pesa come un giudizio. La Serie D è lì, a un passo, ma il passo va fatto con precisione chirurgica. Dopo due tentativi falliti, questa terza occasione ha il sapore di un bivio definitivo. Noi ci saremo. E voi?

Giornalista pubblicista. Collaboratore, a vario titolo, di altre redazioni sportive di giornali, radio e televisioni nazionali. Esperto di attività Audiovisive, fotografiche e cinematografiche (diploma don Orione di Roma 1985). Presentatore televisivo e radiofonico per varie emittenti locali e di eventi anche a carattere nazionale. Scrittore. E’ in uscita il suo terzo libro. Esperienza nelle attività di pubbliche relazione in ambito militare.























