Bari, raffica di misure di prevenzione: 52 provvedimenti in un mese e mezzo

Avvisi orali, divieti di ritorno e interventi mirati: la Questura intensifica i controlli contro reati diffusi tra città e provincia.
BARI – Cinquantadue provvedimenti in poco più di sei settimane. È il bilancio dell’attività della Polizia di Stato nell’area metropolitana di Bari tra marzo e la prima metà di aprile 2026, con un’intensificazione delle misure di prevenzione disposte dal Questore Annino Gargano.
L’intervento punta a contenere fenomeni di illegalità diffusa e a rafforzare il controllo sul territorio. La parte più consistente riguarda gli avvisi orali: 47 notifiche a persone già conosciute dalle forze dell’ordine e coinvolte di recente in diversi reati. Si tratta di episodi legati allo spaccio di droga, al porto abusivo di armi, ma anche a violenze domestiche e violazioni in ambito ambientale.
Misure di prevenzione Bari, interventi tra città e provincia
Dei provvedimenti emessi, 20 riguardano fatti avvenuti nel capoluogo, mentre gli altri interessano comuni della provincia come Bitonto, Triggiano e Monopoli. L’attività si muove su più fronti e coinvolge situazioni molto diverse tra loro.
Tra i casi segnalati, quello di un uomo barese destinatario di un avviso orale dopo aver gestito una discarica abusiva su terreni propri e altrui. Un altro intervento ha riguardato un cittadino egiziano accusato di aver aggredito un connazionale minorenne, appena sedicenne. Non mancano provvedimenti nei confronti di tre minorenni, ritenuti responsabili di comportamenti che hanno generato forte allarme sociale.
Accanto agli avvisi orali, la Questura ha disposto anche cinque divieti di ritorno. Due di questi interessano direttamente il comune di Bari. I destinatari sono soggetti non residenti, fermati mentre commettevano reati nel territorio cittadino o nei comuni limitrofi. Per loro è stato imposto il divieto di rientro, ritenendo la loro presenza legata esclusivamente ad attività illecite.
Prevenzione e controllo: l’obiettivo della Questura
Le misure adottate non rappresentano sanzioni penali, ma strumenti amministrativi che mirano a intervenire prima che vengano commessi nuovi reati. L’obiettivo è limitare la pericolosità sociale dei soggetti monitorati e ridurre il rischio di recidiva.
Si tratta di un approccio che punta sulla prevenzione, affiancando l’attività investigativa e repressiva. Il rafforzamento dei controlli e l’uso più frequente di questi strumenti indicano una strategia precisa: intervenire in modo tempestivo nei contesti considerati più a rischio.
Il dato delle 52 misure in un periodo così ristretto segnala un’attenzione crescente verso fenomeni che, pur non sempre gravi singolarmente, contribuiscono a creare insicurezza diffusa. L’azione della Questura si inserisce in questo quadro, con l’obiettivo di mantenere alta la vigilanza e presidiare in modo capillare il territorio.

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