Concessioni balneari, Ginosa va avanti e Castellaneta lascia gli uscenti sul demanio
A Ginosa i nuovi assegnatari possono avviare i primi interventi in attesa del Consiglio di Stato. A Castellaneta Marina il Tar legittima la permanenza dei concessionari fino alla conclusione della gara.
Le concessioni balneari a Ginosa e Castellaneta restano al centro di una fase delicata a poche settimane dall’avvio della stagione estiva. Le due località ioniche si muovono però su binari diversi: Ginosa conferma la linea già tracciata dall’amministrazione comunale, mentre a Castellaneta Marina i concessionari uscenti restano autorizzati a occupare il demanio fino alla definizione della procedura.
A Ginosa il Comune prosegue senza cambiare rotta. Nella mattinata di ieri si è svolta la conferenza di servizi, dopo l’incontro con gli operatori tenuto lunedì scorso. Il quadro resta legato all’attesa del pronunciamento del Consiglio di Stato sulla sentenza con cui il Tar aveva annullato le gare, ma nel frattempo i nuovi concessionari possono attivarsi chiedendo l’applicazione dell’articolo 38 del Codice della navigazione. Si tratta, in sostanza, della possibilità di ottenere un’anticipazione della concessione per iniziare a operare prima del completamento del percorso amministrativo.
Questo consente ai soggetti risultati assegnatari di mettere in campo una parte dei servizi e di organizzare le attività in forma ridotta, seguendo l’impostazione prevista per il 2027. Non tutte le situazioni, però, sono uguali. In alcuni casi chi ha vinto il bando dovrà prima rimuovere le strutture esistenti, mantenendo soltanto bagni e bar dove sono già presenti gli allacci. Gli spazi dovranno poi essere riorganizzati, compresa la disposizione degli ombrelloni, secondo le nuove regole fissate dal Comune.
Ci sono poi concessionari che hanno presentato progetti completamente nuovi e che, proprio per questo, punteranno a partire direttamente nel 2027 senza accelerare i tempi per l’estate ormai vicina. Più netta, invece, la posizione per quattro lidi: dovranno procedere solo con la demolizione. Secondo quanto spiegato dal sindaco Vito Parisi, si tratta di operatori che non hanno partecipato alla gara oppure che non sono risultati in regola, anche per il mancato adeguamento del Durc.
Su questo fronte resta aperto lo scontro con una parte degli operatori balneari di Marina di Ginosa, rappresentati dall’associazione di categoria, che contestano sia il bando sia l’operato dell’amministrazione comunale e chiedono un confronto pubblico. Un nuovo passaggio è già fissato per venerdì prossimo, quando si terrà un incontro promosso dal consigliere di opposizione Calabrese.
Concessioni balneari a Ginosa e Castellaneta, il nodo dell’estate 2026
Anche a Castellaneta Marina il tempo stringe. Qui i concessionari uscenti hanno impugnato il bando, che nel frattempo è già stato modificato. Le concessioni provvisorie sono scadute il 31 dicembre 2025 e gli operatori hanno chiesto una proroga fino al 2027. Il Tar, pur confermando la scadenza, ha riconosciuto la legittimità della permanenza sul demanio fino all’esito della gara.
La decisione, di fatto, evita un vuoto gestionale in vista dell’estate e consente la continuità delle attività in attesa che la procedura amministrativa arrivi a conclusione. È questo l’elemento che distingue la situazione di Castellaneta da quella di Ginosa, dove invece il Comune continua a spingere sull’attuazione dei nuovi affidamenti, pur in un quadro ancora segnato dal contenzioso.
Due linee diverse, stesso problema: garantire la stagione
Il punto comune tra i due Comuni è uno solo: arrivare all’estate con un assetto che permetta servizi, sicurezza e operatività. A cambiare sono le scelte amministrative. Ginosa punta a far partire, almeno in parte, il nuovo sistema delle concessioni. Castellaneta, invece, si affida alla permanenza degli operatori già presenti fino alla chiusura della gara.
Le prossime settimane saranno decisive. Da una parte pesa l’attesa per il Consiglio di Stato, dall’altra resta da capire se il confronto politico e amministrativo riuscirà a ridurre il contenzioso. Sullo sfondo, intanto, ci sono gli stabilimenti, i lavoratori stagionali e l’avvio di una stagione turistica che non può permettersi ulteriori ritardi.

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