Alimini, lavori non autorizzati in spiaggia: sequestro di 4 mila metri quadrati

L’Ufficio marittimo di Otranto è intervenuto su un tratto di demanio marittimo. Sequestrati anche i mezzi usati per i lavori.
Ad Alimini, nel territorio di Otranto, sono scattati i sigilli su un’area demaniale marittima di circa 4 mila metri quadrati. I controlli dell’Ufficio marittimo di Otranto hanno portato al sequestro di una parte di arenile dove erano in corso lavori ritenuti non autorizzati. La vicenda riguarda la zona in cui sorge lo stabilimento balneare di un villaggio turistico.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, sull’arenile erano in corso operazioni di movimentazione della sabbia, con scavi e successivo livellamento della spiaggia. Gli investigatori hanno rilevato interventi eseguiti senza le autorizzazioni richieste. Contestano inoltre la violazione della normativa urbanistica e paesaggistica e delle linee guida regionali sulla manutenzione stagionale delle spiagge.
Un punto centrale dell’indagine riguarda il corso d’acqua naturale che arriva dalla zona paludosa retrostante. Gli accertamenti avrebbero infatti rilevato una deviazione del flusso, realizzata con sabbia prelevata sul posto. Si tratta di un elemento delicato, perché interessa un’area con precisi vincoli ambientali.
Alimini lavori non autorizzati in spiaggia: area sotto tutela
Il caso pesa ancora di più per il contesto in cui è avvenuto. La zona di Alimini rientra infatti nella rete europea “Natura 2000”. Si tratta di un sistema di protezione che impone regole rigide per la tutela degli habitat naturali e delle aree più sensibili.
In un contesto del genere, ogni intervento sulla spiaggia richiede particolare attenzione. Spostare sabbia, scavare o modificare il percorso dell’acqua può produrre effetti diretti sull’equilibrio ambientale. Per questo gli enti preposti intensificano i controlli, soprattutto nel periodo che precede la stagione estiva.
Sequestrati i mezzi, proprietari segnalati
Oltre all’area, i militari hanno sequestrato anche i mezzi impiegati nei lavori. I proprietari sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria. Resta invece al vaglio la posizione dei titolari dello stabilimento balneare interessato dagli interventi.
Le verifiche dovranno ora chiarire ruoli e responsabilità. Gli inquirenti dovranno accertare chi abbia disposto i lavori, con quali finalità e in quale misura gli interventi abbiano inciso sull’area vincolata.
La vicenda richiama ancora una volta il tema della gestione del litorale in zone di pregio ambientale. La manutenzione degli arenili segue regole precise. Non basta infatti intervenire per sistemare la spiaggia o renderla fruibile. Servono autorizzazioni, limiti chiari e pieno rispetto dei vincoli esistenti.
Per Alimini si apre ora una fase di approfondimento. Il sequestro disposto dall’Ufficio marittimo di Otranto segna però già un punto fermo: in un’area protetta, ogni intervento deve rispettare norme e procedure.

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