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Bioeconomia in Puglia, Coldiretti: dagli scarti agricoli nuove risorse per il territorio

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All’Università di Bari il Bioeconomy Day con istituzioni, imprese e mondo della ricerca. Piccioni: “Servono investimenti, ricerca e governance”.

La bioeconomia in Puglia passa anche dall’agricoltura. Scarti, residui e sottoprodotti delle produzioni agricole possono diventare energia pulita, materiali innovativi e nuove opportunità per le imprese del territorio. È uno dei temi al centro del Bioeconomy Day ospitato dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, presso il Dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Ambiente.

L’incontro ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo universitario, delle imprese e delle associazioni di categoria per discutere di transizione ecologica, economia circolare e innovazione sostenibile. Tra gli interventi anche quello di Coldiretti Puglia, che ha richiamato l’attenzione sul ruolo dell’agricoltura nella costruzione di filiere più efficienti e meno dipendenti dallo spreco di risorse.

Bioeconomia in Puglia, il ruolo dell’agricoltura

Secondo Coldiretti Puglia, il settore agricolo può contribuire in modo concreto alla crescita sostenibile della regione. Il punto centrale è la capacità di trasformare ciò che resta dalle produzioni agricole in materie prime seconde, energia e prodotti ad alto valore aggiunto.

Il direttore regionale Pietro Piccioni ha sottolineato che la bioeconomia rappresenta un’opportunità importante per il territorio pugliese. Le imprese agricole, ha spiegato, sono già coinvolte nella transizione ecologica, ma per consolidare questo percorso servono investimenti, ricerca applicata e una regia capace di collegare università, aziende e territori.

Per Coldiretti, la sostenibilità non riguarda più soltanto le scelte ambientali. È diventata un elemento di competitività per il comparto agroalimentare, soprattutto in una fase in cui le imprese devono affrontare costi, cambiamenti climatici e nuove richieste del mercato.

Ricerca, imprese e filiere green

Durante il confronto sono stati approfonditi i temi dell’innovazione industriale sostenibile e delle collaborazioni tra pubblico e privato. L’obiettivo è accelerare i processi di sviluppo legati all’economia circolare e rafforzare il sistema produttivo pugliese.

Il Bioeconomy Day si inserisce in un percorso di valorizzazione delle filiere green, con particolare attenzione al settore agroalimentare e alle biotecnologie. In Puglia, questi ambiti possono offrire margini di crescita significativi, soprattutto se sostenuti da progetti condivisi tra ricerca, imprese e istituzioni.

L’agricoltura resta uno dei settori più direttamente coinvolti. Il recupero degli scarti, la produzione di energia rinnovabile e l’uso di tecnologie innovative possono ridurre gli sprechi e generare nuove attività economiche. La sfida, emersa dal confronto, è trasformare queste possibilità in filiere stabili, capaci di creare valore e occupazione.

La chiusura del confronto conferma una direzione precisa: la transizione ecologica richiede strumenti concreti, competenze e collaborazione. Per la Puglia, la bioeconomia può diventare un asse di sviluppo se integrata con le vocazioni produttive del territorio e con una strategia condivisa tra ricerca e imprese.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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