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La Puglia brucia: oltre mille ettari distrutti dagli incendi in appena 47 giorni

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Dal 1° giugno al 17 luglio 2026 le fiamme hanno interessato 1.041 ettari di territorio pugliese. Coldiretti lancia l’allarme per campagne, boschi, biodiversità e produzioni agricole.

Gli incendi in Puglia hanno già mandato in fumo 1.041 ettari di territorio tra il 1° giugno e il 17 luglio 2026. Le situazioni più critiche si concentrano nelle province di Lecce e Barletta-Andria-Trani, mentre nuovi roghi di vaste dimensioni hanno interessato anche il Gargano e l’area di Minervino Murge.

A denunciare la gravità del fenomeno è Coldiretti Puglia, sulla base dei dati provvisori del sistema europeo EFFIS di Copernicus, utilizzato per monitorare gli incendi attraverso l’elaborazione delle immagini satellitari.

Temperature elevate, siccità e vegetazione secca stanno rendendo particolarmente vulnerabili le campagne, i boschi e le aree naturali della regione. Le conseguenze non riguardano soltanto il patrimonio ambientale, ma coinvolgono direttamente l’agricoltura, le attività economiche rurali e la sicurezza delle comunità.

Incendi in Puglia, Lecce supera tutti con 399 ettari bruciati

Secondo il monitoraggio citato da Coldiretti Puglia, la provincia di Lecce registra la superficie più estesa interessata dalle fiamme, con 399 ettari bruciati.

Segue la provincia di Barletta-Andria-Trani, con 238 ettari, mentre nel Tarantino risultano distrutti 212 ettari.

Il bilancio provvisorio comprende inoltre:

  • 179 ettari bruciati in provincia di Foggia;
  • 13 ettari in provincia di Brindisi.

Nel complesso, i dati raggiungono 1.041 ettari. Si tratta di una stima ancora provvisoria, destinata a essere aggiornata in base all’evoluzione degli incendi e alle successive rilevazioni satellitari.

Particolarmente preoccupanti sono i roghi segnalati sul Gargano e a Minervino Murge, dove le fiamme avrebbero devastato complessivamente oltre 400 ettari di macchia mediterranea, boschi e sterpaglie.

Campagne, coltivazioni e biodiversità sotto pressione

Gli incendi stanno compromettendo coltivazioni, vegetazione spontanea, habitat naturali ed ecosistemi. Per le aziende agricole, il fuoco può significare la perdita di raccolti, alberi, pascoli, strutture produttive e anni di investimenti.

«Ogni ettaro divorato dalle fiamme rappresenta una perdita irreversibile per il territorio», sottolinea Coldiretti Puglia.

Insieme alla vegetazione vengono distrutti il lavoro degli agricoltori, le produzioni, la biodiversità e un patrimonio ambientale che può richiedere molti anni, in alcuni casi decenni, per rigenerarsi.

Le conseguenze possono proseguire anche dopo lo spegnimento delle fiamme. Un terreno colpito da un incendio risulta infatti più esposto all’erosione, al dissesto idrogeologico e alla perdita di fertilità.

Rifiuti abbandonati e degrado aumentano il rischio

Alle temperature estreme e alla siccità si aggiungono gli effetti del degrado ambientale.

L’abbandono incontrollato di rifiuti nelle campagne può favorire l’innesco e la propagazione degli incendi. Plastica, pneumatici, sterpaglie e altri materiali infiammabili possono trasformarsi in combustibile, rendendo più rapido e difficile da controllare l’avanzamento delle fiamme.

Coldiretti Puglia chiede quindi di intensificare il presidio delle aree rurali e di rafforzare il coordinamento tra istituzioni, Protezione civile, forze dell’ordine, agricoltori e cittadini.

Come prevenire gli incendi nelle aree rurali

La prevenzione passa anche attraverso i comportamenti individuali.

Durante i periodi caratterizzati da caldo intenso, vento e vegetazione secca è necessario:

  • evitare l’accensione di fuochi vicino a boschi, campi e sterpaglie;
  • non gettare mozziconi di sigaretta o fiammiferi accesi;
  • non abbandonare rifiuti nelle campagne;
  • evitare di parcheggiare veicoli sopra l’erba secca;
  • impedire che marmitte e parti surriscaldate entrino in contatto con la vegetazione;
  • segnalare tempestivamente fumo o fiamme alle autorità competenti.

Una segnalazione rapida può limitare la superficie interessata dal rogo e ridurre i rischi per persone, animali e aziende agricole.

Coldiretti: «Gli agricoltori sono il primo presidio del territorio»

Secondo Coldiretti Puglia, gli agricoltori rappresentano il primo presidio attivo delle campagne e svolgono un ruolo essenziale nella tutela del paesaggio, nel controllo delle aree rurali e nella prevenzione del dissesto.

L’organizzazione agricola chiede investimenti strutturali per la manutenzione del territorio, la pulizia della vegetazione, la realizzazione di fasce tagliafuoco e il rafforzamento delle attività di controllo.

Difendere le campagne dagli incendi significa proteggere contemporaneamente l’ambiente, la biodiversità, le produzioni agricole e l’economia della Puglia. Il bilancio dei primi 47 giorni della stagione estiva conferma che la prevenzione non può essere limitata alle fasi di emergenza, ma deve diventare un’attività continua e coordinata.

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