Bari, doppia procedura al cuore su paziente non operabile: successo al Di Venere

Riparata la valvola mitrale e ridotto il rischio di ictus in un unico intervento mininvasivo su un uomo di 86 anni
La doppia procedura al cuore eseguita all’ospedale Di Venere di Bari ha permesso di trattare un paziente di 86 anni considerato non operabile con la cardiochirurgia tradizionale. L’uomo era affetto da insufficienza mitralica severa, fibrillazione atriale, cardiopatia ischemica e diverse patologie concomitanti.
L’intervento è stato eseguito nella UOC di Cardiologia con tecnica percutanea, quindi senza apertura del torace. In un’unica seduta, l’équipe ha riparato la valvola mitrale e ha chiuso l’auricola sinistra, riducendo il rischio di ictus collegato alla fibrillazione atriale.

Doppia procedura al cuore eseguita al Di Venere
La prima fase dell’intervento ha riguardato la valvola mitrale. I cardiologi hanno impiantato una clip sui lembi valvolari per ridurre il rigurgito causato dall’insufficienza mitralica severa. Una condizione che può provocare affanno, stanchezza e peggioramento della qualità della vita.
Subito dopo, nella stessa seduta, è stato posizionato un dispositivo di occlusione all’imbocco dell’auricola sinistra. Si tratta di una zona del cuore dove, nei pazienti con fibrillazione atriale, possono formarsi trombi responsabili di eventi embolici e ictus.
La scelta di chiudere l’auricola sinistra è particolarmente indicata nei pazienti che non possono seguire una terapia anticoagulante. Nel caso dell’86enne, il rischio emorragico rendeva non praticabile questa strada terapeutica.
La procedura è stata eseguita in anestesia generale nella sala di Emodinamica dal dottor Francesco Cassano, con il coordinamento del dottor Maurizio Turturo, responsabile della UOS di Emodinamica.
All’intervento ha partecipato un’équipe multidisciplinare composta dai cardiologi Mariangela Cicala, Sergio Rutigliano e Saverio Lanzone, dalla cardiologa ecocardiografista Francesca Bux, dall’anestesista Valeria Zaccaria, dagli infermieri Alessandro Angelilli, Viviana Grandolfo e Francesco Molinari e dal tecnico sanitario di radiologia medica Giuseppe Bottalico.

Come funziona la doppia procedura al cuore per i pazienti fragili
L’approccio mininvasivo consente di intervenire su pazienti anziani o con condizioni cliniche complesse, per i quali la chirurgia tradizionale comporterebbe rischi troppo elevati. Nel caso trattato al Di Venere, età avanzata e comorbidità rendevano necessario un percorso alternativo.
Il dottor Massimo Vincenzo Bonfantino, direttore della UOC di Cardiologia e del Dipartimento Cardiologico aziendale, ha spiegato che questa procedura offre una possibilità concreta ai pazienti con fibrillazione atriale ad alto rischio emorragico, impossibilitati ad assumere anticoagulanti.
Il dottor Turturo ha sottolineato il valore dell’intervento combinato, eseguito in un’unica seduta e senza ricorso alla cardiochirurgia tradizionale. La clip mitralica ha ridotto il rigurgito valvolare, mentre il dispositivo di occlusione ha permesso la chiusura completa dell’auricola sinistra.
Per il paziente, i benefici attesi riguardano sia il miglioramento dei sintomi legati all’insufficienza mitralica sia la riduzione del rischio di ictus. La procedura può inoltre ridurre i tempi di degenza e favorire un recupero più rapido rispetto a un intervento chirurgico tradizionale.
La Cardiologia del Di Venere conferma così il proprio ruolo nel trattamento dei pazienti cardiologici complessi. Negli ultimi mesi la struttura ha ampliato anche le attività di elettrofisiologia, con ablazioni per le aritmie sopraventricolari, oltre a coronarografie, angioplastiche, impianti di pacemaker e defibrillatori, studi elettrofisiologici e interventi strutturali sul cuore.























