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Bari, 17enne muore dopo due interventi alla tibia: aperta un’inchiesta

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Il ragazzo era ricoverato all’ospedale San Paolo dopo una caduta in moto. La Procura ha disposto l’autopsia per chiarire le cause del decesso.

La Procura di Bari ha aperto un’inchiesta sulla morte di un ragazzo di 17 anni, deceduto all’ospedale San Paolo dopo essere stato ricoverato per una frattura scomposta alla tibia. Il giovane era arrivato in ospedale il 6 aprile in seguito a una caduta in moto.

Durante il ricovero sarebbe stato sottoposto a due interventi ortopedici. Il primo, secondo quanto ricostruito, sarebbe stato eseguito d’urgenza. Il secondo intervento si sarebbe svolto il 13 aprile e, stando alle prime informazioni, non avrebbe presentato complicazioni immediate.

Nelle ore successive, però, il quadro clinico sarebbe cambiato. Il ragazzo avrebbe accusato un dolore improvviso nella tarda serata. Dopo la somministrazione di un antidolorifico, le sue condizioni si sarebbero aggravate fino all’arresto cardiaco. Il decesso è avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 aprile.

Bari, 17enne muore dopo due interventi: otto persone indagate

Dopo la morte del giovane, la famiglia ha presentato denuncia. La Procura ha quindi disposto accertamenti e aperto un fascicolo per omicidio colposo.

Nel registro degli indagati risultano iscritte otto persone: sette medici e un’infermiera che avrebbero avuto in cura il ragazzo durante il ricovero. L’iscrizione, in questa fase, consente agli interessati di partecipare agli accertamenti tecnici e di nominare propri consulenti.

L’inchiesta dovrà chiarire cosa sia accaduto nelle ultime ore di vita del 17enne e se il decesso sia collegato a una complicanza clinica o ad altri fattori da verificare.

Attesa per l’autopsia

Un ruolo centrale sarà affidato all’autopsia e agli esami tossicologici. Gli accertamenti dovranno stabilire la causa dell’arresto cardiaco e verificare ogni elemento utile alla ricostruzione del caso.

Tra le ipotesi da approfondire ci sarebbe anche quella legata alla possibile somministrazione di potassio, circostanza che dovrà essere verificata dagli specialisti incaricati. Al momento non ci sono conclusioni definitive e ogni valutazione resta affidata agli esiti degli esami disposti dalla Procura.

La famiglia attende risposte, mentre l’indagine prosegue per ricostruire con precisione tempi, terapie e procedure seguite durante il ricovero.

Redazione Pugliapress

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