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Sanità pugliese, Ruggieri: “Basta nuove tasse, servono tagli agli sprechi e scelte di merito”

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Nella nota stampa del componente della segreteria provinciale, focus su debito sanitario, liste d’attesa, AReSS, ospedale San Cataldo e mobilità passiva

La sanità pugliese ha bisogno di una svolta netta, senza nuovi aumenti fiscali e con interventi concreti su sprechi, inefficienze e duplicazioni amministrative. È la posizione espressa in una nota stampa dal Dott. Francesco Ruggieri, componente della segreteria provinciale con delega a comunicazione, politiche del lavoro, ambiente e sanità.

Nel documento, Ruggieri richiama la situazione dei conti della sanità regionale, parlando di una condizione debitoria che si avvicina ai 400 milioni di euro, a fronte di un’offerta di servizi giudicata insufficiente. Tra i punti più critici vengono indicate le liste d’attesa, fenomeno diffuso a livello nazionale ma che, secondo quanto evidenziato nella nota, in Puglia e in particolare nel territorio ionico raggiunge livelli non più accettabili.

Ruggieri riconosce al presidente della Regione, Antonio Decaro, l’impegno sul tema della razionalizzazione della spesa. Allo stesso tempo, sottolinea che proprio il tentativo di intervenire su questi nodi conferma l’esistenza di problemi strutturali accumulati nel tempo. Da qui la richiesta di un cambio reale nella gestione, che non resti limitato alle intenzioni.

Sanità pugliese, il nodo degli sprechi e delle duplicazioni

Uno dei passaggi centrali della nota riguarda il trasferimento da ARES ad AReSS. Secondo Ruggieri, la struttura soppressa contava 18 unità, poi assorbite nella nuova società, rafforzata con ulteriori 98 unità operative. Un assetto che avrebbe generato una spesa annua per il personale diretto e indiretto pari a 4,7 milioni di euro.

Per il componente della segreteria provinciale, questo dato dimostra come AReSS si sia trasformata in una struttura stabile e articolata, con costi aggiuntivi che graverebbero sul sistema sanitario regionale. Il tema, nella sua analisi, è quello delle sovrapposizioni organizzative e della necessità di alleggerire i centri di spesa che non producono un miglioramento diretto dell’assistenza.

Dott. Francesco Ruggieri
Componente Segreteria Provinciale
Delega comunicazione, politiche del lavoro, ambiente e sanità.

Nella nota viene poi citata la situazione dell’ospedale San Cataldo di Taranto, definito un’opera annunciata più volte ma ancora non pienamente operativa. Un caso che, secondo Ruggieri, rappresenta bene le difficoltà della sanità pugliese nel trasformare investimenti e programmazione in servizi effettivamente disponibili per i cittadini.

Liste d’attesa, nomine e mobilità passiva

Altro punto centrale è quello delle future nomine dei direttori generali delle aziende sanitarie. Per Ruggieri, il cambiamento deve partire proprio da qui. La linea indicata è chiara: servono profili scelti sulla base di competenza, esperienza e indipendenza, senza condizionamenti politici o logiche di appartenenza.

Nella nota si sottolinea anche che il criterio anagrafico non può essere l’elemento decisivo per valutare la qualità della futura classe dirigente. Ciò che conta, viene rimarcato, è la capacità di affrontare una situazione che richiede discontinuità e risultati concreti.

Ampio spazio viene dedicato infine alla mobilità passiva, che continua a incidere sul bilancio regionale. Ogni anno molti cittadini pugliesi si spostano fuori regione per ricevere cure e prestazioni sanitarie ritenute più efficienti o affidabili. Per Ruggieri, questo fenomeno non si contrasta con limiti o restrizioni, ma innalzando la qualità dell’offerta sanitaria in Puglia.

La chiusura della nota richiama il tema dei diritti costituzionalmente garantiti, con riferimento alla tutela della salute e all’uguaglianza nell’accesso alle cure. Il punto politico e amministrativo, secondo Ruggieri, resta uno: risanare i conti senza aumentare la pressione fiscale e restituire ai pugliesi un sistema sanitario capace di funzionare meglio.

Redazione Pugliapress

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