Scuole pugliesi, un progetto contro stereotipi di genere tra media e IA

“Parole di parità” coinvolge docenti, giornalisti e studenti delle superiori: formazione, ricerca e un questionario anonimo per misurare bisogni reali e contrastare discriminazioni sessiste.
Nelle scuole pugliesi è in corso un progetto che punta a leggere in modo più critico stereotipi di genere, linguaggio mediatico e uso dell’intelligenza artificiale. Si chiama “Parole di parità: stereotipi di genere nei mass media e nella AI”, è partito nell’ottobre 2025 e si concluderà il 6 giugno 2026. L’iniziativa è gratuita ed è rivolta al mondo della scuola con un obiettivo preciso: intervenire sulla prevenzione primaria della violenza di genere, lavorando prima di tutto su rappresentazioni, parole e modelli culturali.
A promuovere il percorso è APS Giornaliste del Mediterraneo, che ha costruito un programma di ricerca e formazione centrato sulla decostruzione di stereotipi e discriminazioni sessiste ancora presenti nei contenuti mediatici, nelle pratiche educative e nei linguaggi quotidiani. Un terreno che oggi si allarga anche agli strumenti di intelligenza artificiale, sempre più usati in ambito scolastico e comunicativo.
Il progetto è stato selezionato attraverso il Bando NORA, co-finanziato da Unione Europea, Fondazione Realizza il Cambiamento e ActionAid International Italia E.T.S., ottenendo il primo posto in graduatoria. Un risultato che conferma la solidità dell’impianto proposto e il rilievo del tema affrontato.
Tra gli strumenti centrali del percorso c’è un questionario anonimo rivolto ai docenti su “Genere, Media e Intelligenza Artificiale nella Scuola”. Non si tratta di una rilevazione formale fine a se stessa, ma di uno strumento pensato per far emergere criticità concrete e bisogni formativi reali. La survey è stata elaborata inizialmente dal team dell’associazione e validata dal Dipartimento For.Psi.Com. dell’Università degli Studi Aldo Moro di Bari. Successivamente è stata affinata anche grazie ai contributi raccolti durante le prime giornate di formazione con gli insegnanti.
Parole di parità nelle scuole pugliesi: il ruolo del questionario
Il questionario serve a raccogliere percezioni, atteggiamenti, emozioni e pratiche didattiche legate agli stereotipi di genere. L’obiettivo è capire come questi meccanismi si manifestano nella vita scolastica e quali strumenti possano aiutare a riconoscerli e contrastarli. Tra i nodi affrontati ci sono il peso delle rappresentazioni mediatiche sull’autostima, il ruolo delle famiglie nel rafforzare modelli tradizionali, l’uso del linguaggio e il tema del maschile sovraesteso.
Entrano nel lavoro anche situazioni molto concrete: l’assegnazione di ruoli “per genere”, gli squilibri presenti nei libri di testo, le derisioni rivolte a chi esprime orientamenti o comportamenti non conformi agli stereotipi. Il valore del progetto sta anche qui, nella scelta di partire dall’esperienza quotidiana delle classi e non da formule astratte.
Media, bias e intelligenza artificiale al centro della formazione
Un capitolo importante riguarda l’intelligenza artificiale. Il progetto affronta il tema dei bias negli output generati da sistemi automatici, sia nei testi sia nelle immagini. In altre parole, si lavora sulla consapevolezza che l’IA non sia neutrale e che possa riprodurre ruoli tradizionali e contenuti discriminatori se non viene usata con attenzione.
Per questo il percorso non si limita a denunciare i rischi, ma prova a costruire competenze operative. Riconoscere un contenuto distorto, intervenire quando un output ripropone un pregiudizio, usare la tecnologia come occasione educativa: sono questi alcuni dei passaggi su cui si concentra la formazione. L’idea è trasformare uno strumento già presente nella quotidianità scolastica in una leva utile per smontare stereotipi, invece che consolidarli.
Il progetto si rivolge a docenti, giornalisti e studenti delle scuole superiori pugliesi. Il traguardo dichiarato è rafforzare, entro la fine dell’anno scolastico, la capacità critica e pratica dei partecipanti nel riconoscere e decostruire discriminazioni e stereotipi sessisti diffusi dai media, compresi i social network.
L’esito atteso non è soltanto una maggiore sensibilità sul tema, ma una crescita di competenze che possano tradursi in pratiche comunicative più inclusive e consapevoli. I risultati saranno valutati con indicatori qualitativi e quantitativi: dalla survey alla partecipazione agli incontri, fino ai materiali realizzati lungo il percorso. Un modo per misurare non solo la presenza del progetto nelle scuole, ma soprattutto la sua capacità di incidere sul modo in cui si legge e si racconta la realtà.

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