Maxi traffico di olio lubrificante tra Campania e Puglia: sequestri e 5 denunciati ad Altamura

La Guardia di finanza di Bari ha segnalato cinque persone. Secondo le indagini, il traffico avrebbe superato il milione di chili in tre anni.
La Guardia di finanza di Bari ha scoperto un presunto traffico illecito di olio lubrificante venduto in nero tra Campania e Puglia. Al centro dell’attività investigativa ci sarebbe un deposito nel territorio di Altamura, utilizzato per stoccare prodotti di modesta qualità destinati a officine e rivenditori di autoricambi.
Cinque persone sono state segnalate, mentre altre dieci risultano coinvolte a vario titolo tra autotrasportatori e acquirenti. Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme gialle, gli oli venivano acquistati in Campania, trasferiti in Puglia e poi immessi sul mercato senza regolare documentazione fiscale.
Olio lubrificante venduto illecitamente ad Altamura
Il sistema avrebbe permesso di ottenere profitti illeciti per oltre un milione di euro. I prodotti, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero stati presentati ai clienti come oli di marca, pur avendo un valore commerciale inferiore.
Gli acquirenti finali li avrebbero pagati a prezzi più alti rispetto alla reale qualità del prodotto, senza conoscere il meccanismo alla base della vendita. Il canale di distribuzione avrebbe interessato soprattutto officine e autoricambi.
Nel corso dell’intervento, i finanzieri hanno sequestrato in flagranza di reato due tonnellate di olio lubrificante. Il sequestro rappresenta solo una parte di un traffico che, nell’arco di tre anni, avrebbe riguardato oltre un milione di chili di prodotto.
Profitti illeciti e danno al mercato
L’indagine punta anche a ricostruire i passaggi commerciali e fiscali dell’intera filiera. La vendita in nero avrebbe consentito agli indagati di aggirare gli obblighi tributari e di praticare un commercio irregolare a danno degli operatori che lavorano nel rispetto delle regole.
Il caso riguarda anche la tutela dei consumatori e delle imprese del settore automotive. La commercializzazione di prodotti presentati come oli di qualità superiore può infatti alterare la concorrenza e trarre in inganno chi acquista.
Gli accertamenti della Guardia di finanza proseguiranno per definire responsabilità, ruoli e volume effettivo degli affari generati dal presunto traffico.

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