Sanità in Puglia, ipotesi aumento Irpef: la Cgil minaccia la mobilitazione

Bucci boccia l’ipotesi di aumento per coprire il disavanzo sanitario: “A pagare sarebbero soprattutto redditi bassi e medi”.
La sanità Puglia resta al centro del confronto tra Regione e sindacati dopo le ipotesi di aumento dell’Irpef regionale per coprire il disavanzo del bilancio sanitario. La Cgil Puglia si dice contraria alla misura e chiede di valutare soluzioni diverse, considerate più eque.
La posizione arriva dalla segretaria generale regionale, Gigia Bucci, in attesa che la Regione riconvochi le organizzazioni sindacali. Secondo la Cgil, le stime circolate sugli aumenti dell’aliquota confermerebbero il rischio di un aggravio fiscale destinato a pesare soprattutto su lavoratori, pensionati e ceti medi.
Sanità in Puglia, la critica della Cgil sull’Irpef
Per Bucci, il fatto che l’aliquota possa essere più alta per i redditi oltre i 50mila euro non basterebbe a rendere sostenibile l’intervento. In Puglia, spiega la sindacalista, i contribuenti sopra quella soglia sarebbero una quota ridotta del totale.
Di conseguenza, gran parte del peso finirebbe sui redditi inferiori, in una regione dove il reddito medio viene indicato attorno ai 20mila euro. La Cgil ritiene che un aumento annuale dell’imposta avrebbe un impatto più pesante sulle famiglie con entrate contenute, già alle prese con salari bassi, pensioni limitate e costi in crescita per beni essenziali ed energia.
Per questo il sindacato si dice pronto alla mobilitazione se non saranno individuate misure considerate più equilibrate.
Le alternative indicate dal sindacato
Tra le strade da valutare, Bucci indica anche un intervento sulle aliquote Irap, richiamando l’esperienza di altre Regioni che hanno adottato maggiorazioni in presenza di deficit sanitario. La Cgil cita inoltre la possibilità di considerare l’aumento dell’imposta per banche e assicurazioni, che potrebbe garantire maggiori entrate.
Il sindacato lega la questione fiscale anche alla qualità dei servizi. Secondo Bucci, sarebbe difficile chiedere un ulteriore contributo ai cittadini mentre restano criticità su sanità territoriale, liste d’attesa e assistenza socio-sanitaria.
La vertenza si inserisce in un quadro più ampio. Dal 15 maggio la Cgil, insieme a diverse associazioni, avvierà una raccolta firme per due proposte di legge di iniziativa popolare. Una riguarda il finanziamento del Fondo sanitario nazionale, che il sindacato vorrebbe legare a una quota stabile del Pil.
A questa iniziativa sarà affiancata la mobilitazione contro eventuali provvedimenti regionali ritenuti penalizzanti per lavoratori, pensionati e famiglie.

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