
In IV Commissione regionale confronto sul futuro della pesca. UILA Pesca chiede controlli più forti, tracciabilità e tutela dei lavoratori regolari.
La pesca del riccio di mare in Puglia torna al centro del confronto politico regionale. La IV Commissione consiliare ha discusso gli effetti della legge regionale n. 6/2023 e le possibili modifiche alla disciplina del settore, dopo due anni segnati dal fermo pesca e dalle difficoltà dei pescatori professionisti.
Alla seduta ha partecipato UILA Pesca Puglia, con il segretario regionale Andrea Losito e una delegazione di lavoratori. Il sindacato ha portato in Commissione le richieste di chi opera regolarmente e chiede regole applicabili, controlli efficaci e misure che non penalizzino ancora il lavoro autorizzato.
Pesca del riccio di mare in Puglia, segnali di ripresa
Durante i lavori sono stati illustrati dati scientifici preliminari che indicano una possibile ripresa della risorsa nelle aree monitorate. Un elemento considerato positivo, ma non sufficiente per abbassare l’attenzione.
Per UILA Pesca Puglia la tutela ambientale resta centrale, ma deve procedere insieme alla difesa del lavoro regolare. Il punto critico, secondo il sindacato, è che le restrizioni adottate finora non avrebbero fermato in modo adeguato la pesca abusiva, mentre hanno prodotto conseguenze economiche pesanti per gli operatori autorizzati.
Legalità, tracciabilità e controlli
Il confronto in Commissione ha aperto alla possibilità di una revisione normativa. Tra le ipotesi emerse ci sono finestre regolamentate di pesca, sistemi di tracciabilità, monitoraggi più strutturati e un contrasto più incisivo al mercato illegale.
UILA Pesca valuta positivamente la disponibilità manifestata dall’assessore regionale all’Agricoltura e allo Sviluppo rurale, Francesco Paolicelli, e dai componenti della Commissione. Allo stesso tempo, il sindacato avverte che seguirà con attenzione ogni passaggio, per evitare che eventuali modifiche diventino un nuovo costo sociale ed economico per i pescatori che hanno rispettato le regole.
La richiesta è di costruire un equilibrio tra salvaguardia della risorsa marina, sostenibilità economica e dignità del lavoro. Senza controlli reali, secondo UILA Pesca, ogni nuova norma rischia di lasciare spazio agli abusivi e di indebolire ulteriormente il comparto professionale.
Il sindacato conferma infine la disponibilità a partecipare ai tavoli tecnici e ai percorsi istituzionali. L’obiettivo dichiarato è arrivare a una disciplina più concreta, capace di proteggere il mare senza scaricare la crisi sui pescatori regolari.























