Cronaca Tarantosanità

Taranto, anziana su una barella per oltre 30 ore al SS. Annunziata

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La denuncia del sindacalista Andrea Lumino: “Senza acqua né cibo, assistenza arrivata solo grazie a una dottoressa di un altro reparto”

Una anziana su una barella per oltre 30 ore al Ss. Annunziata di Taranto, senza acqua né cibo. È quanto denuncia il sindacalista Andrea Lumino, che racconta sui social una vicenda vissuta direttamente all’interno del pronto soccorso.

Secondo il racconto, la donna, ultra settantenne, sarebbe rimasta per più di un giorno in attesa di assistenza adeguata, senza ricevere nemmeno i beni essenziali. Solo l’intervento di una dottoressa di un altro reparto avrebbe permesso di farle avere un panino e dell’acqua.

Pronto soccorso Taranto, la denuncia

Il caso riporta l’attenzione sul pronto soccorso Taranto e sulle condizioni in cui si trovano spesso i pazienti, in particolare quelli più fragili. Lumino parla apertamente di una situazione difficile, sottolineando come episodi del genere alimentino sfiducia tra i cittadini.

Nel suo intervento, il sindacalista evidenzia un punto preciso: chi si rivolge a una struttura sanitaria non dovrebbe temere di restare senza assistenza o senza condizioni minime di dignità. L’accesso al pronto soccorso, aggiunge, non può trasformarsi in un’esperienza di abbandono.

Attese lunghe e carenze strutturali

Quello segnalato non è un episodio isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio. I pronto soccorso, soprattutto nelle grandi città, sono da tempo sotto pressione per l’elevato numero di accessi, la carenza di personale e la difficoltà nel gestire i ricoveri.

Nel caso di Taranto, la permanenza prolungata su una barella senza assistenza di base solleva interrogativi non solo sui tempi di attesa, ma anche sull’organizzazione interna e sulla gestione dei pazienti in condizioni di maggiore vulnerabilità.

Le ore trascorse senza acqua e cibo rappresentano un elemento che va oltre il problema sanitario e tocca il tema delle condizioni minime di accoglienza. In situazioni del genere, infatti, non è solo la cura medica a fare la differenza, ma anche l’attenzione verso bisogni fondamentali.

Le possibili conseguenze

La denuncia potrebbe aprire verifiche interne e richieste di chiarimento sulla gestione del pronto soccorso Taranto. Episodi di questo tipo, quando emergono, portano spesso a controlli e a una revisione delle procedure, soprattutto per quanto riguarda l’assistenza ai pazienti anziani.

Resta il nodo di fondo: garantire tempi di risposta adeguati e condizioni dignitose per tutti. Il racconto diffuso da Lumino riaccende un tema che riguarda non solo Taranto, ma l’intero sistema dell’emergenza-urgenza.

Redazione Pugliapress

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