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Puglia prima nelle rinnovabili, ma l’eolico resta il nodo da sciogliere

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La regione guida l’Italia per capacità installata da fonti pulite, con circa 8 GW complessivi. Il fotovoltaico corre verso il target 2030, mentre l’eolico è ancora sotto il 50% dell’obiettivo.

La Puglia leader nelle rinnovabili si conferma anche nel 2026, ma il percorso verso gli obiettivi del 2030 resta aperto. A dirlo sono i dati presentati a Bari durante la tavola rotonda “Transizione Energetica in Puglia: Prospettive e Opportunità”, ospitata nella sede di Confindustria e dedicata al futuro del sistema energetico regionale e nazionale.

Il punto centrale emerso dal confronto è chiaro: la regione mantiene il primato italiano per capacità installata da fonti rinnovabili, ma dovrà accelerare soprattutto sull’eolico per non sbilanciare il mix energetico. Oggi la Puglia dispone di circa 8 GW di capacità installata, pari a circa il 14% del totale nazionale da fotovoltaico ed eolico. Un dato che la colloca davanti a Sicilia e Lombardia.

La ricerca illustrata nel corso dell’incontro è stata elaborata dal Politecnico di Milano, con contributi del Politecnico di Bari, del Tecnopolo Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile e dell’Università degli Studi di Palermo. Lo studio fotografa una situazione nella quale la Puglia mantiene un ruolo strategico nel sistema energetico italiano grazie a una presenza significativa sia del solare sia del vento.

Puglia leader nelle rinnovabili, il fotovoltaico è già avanti

Il dato più favorevole riguarda il fotovoltaico. Secondo il report, la Puglia ha già raggiunto circa il 78% del target previsto al 2030. Un livello di avanzamento rilevante, che conferma la forza del solare nel territorio regionale e più in generale nel Mezzogiorno.

Anche su scala nazionale il fotovoltaico rappresenta la componente più sviluppata tra le rinnovabili considerate nello studio: oltre 43 GW installati su circa 57 GW complessivi tra solare ed eolico. Il segmento industriale, con impianti compresi tra 20 kW e 1 MW, pesa per circa la metà della capacità totale. Il resto si distribuisce tra residenziale e grandi impianti.

La Puglia, in questo quadro, si distingue per continuità di crescita e per una diffusione che ha consolidato negli anni la sua posizione di testa. La disponibilità di spazio, l’irraggiamento favorevole e la presenza di una filiera già strutturata hanno sostenuto questo sviluppo.

Il ritardo dell’eolico pesa sugli obiettivi 2030

Diversa la situazione dell’eolico. Il livello di avanzamento in Puglia resta sotto il 50% rispetto al traguardo fissato per il 2030. È questo il punto più critico emerso dalla tavola rotonda di Bari.

Il rischio, evidenziato dallo studio, è che nei prossimi anni il fotovoltaico continui a crescere più rapidamente, mentre l’eolico resti indietro. Una prospettiva che potrebbe compromettere l’equilibrio tra le due fonti. La complementarità tra solare ed eolico, infatti, è considerata un elemento importante per garantire maggiore stabilità al sistema energetico.

L’eolico italiano, al contrario del fotovoltaico, è dominato quasi interamente da impianti di grande scala, che rappresentano oltre il 95% della capacità installata. Anche in questo caso il Sud ha un ruolo decisivo, con Puglia e Sicilia tra le aree più rilevanti. Negli ultimi anni, però, la crescita non è stata sufficiente a mantenere lo stesso passo richiesto dagli obiettivi europei e nazionali.

Lo scenario considerato come ottimale indica per l’Italia la necessità di installare 80 GW aggiuntivi di capacità rinnovabile rispetto al 2020. Per la Puglia questo significa mantenere la spinta sul fotovoltaico, ma soprattutto sbloccare il potenziale eolico.

Un passaggio decisivo riguarda le regole. Nel dibattito è stato richiamato il nuovo quadro normativo, con il Testo Unico sulle Rinnovabili e le cosiddette zone di accelerazione, strumenti pensati per rendere più rapidi gli iter autorizzativi. Ma il punto, è stato osservato, sarà la concreta applicazione a livello regionale. Dalla capacità di individuare aree idonee e di trasformare le semplificazioni in procedure effettive dipenderà una parte della partita.

Il confronto di Bari ha rimesso al centro un dato preciso: la Puglia parte da una posizione di vantaggio, ma non può limitarsi a conservarla. Per restare un riferimento nazionale nella transizione energetica dovrà rafforzare l’eolico, evitare squilibri nel mix produttivo e rendere più rapidi i processi autorizzativi. Il primato, da solo, non basta: i prossimi anni diranno se la regione riuscirà a trasformarlo in un risultato pieno anche al 2030.

Redazione Pugliapress

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