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Puglia, consumo di suolo oltre 158mila ettari: cresce il rischio idrogeologico

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L’analisi di Coldiretti Puglia sui dati ISPRA 2025 segnala altri 818 ettari persi in un anno. Preoccupano agricoltura, fotovoltaico a terra e fragilità del territorio.

In Puglia il consumo di suolo continua ad avanzare e supera quota 158mila ettari. Secondo l’analisi diffusa da Coldiretti Puglia sui dati del Rapporto ISPRA 2025, il totale delle superfici compromesse ha raggiunto i 158.628 ettari, con un aumento di 818 ettari rispetto alla precedente rilevazione. Un dato che, secondo l’associazione, pesa sul futuro agricolo della regione e aumenta la vulnerabilità del territorio di fronte agli eventi estremi.

Il quadro riguarda superfici sottratte nel tempo alla loro funzione agricola o naturale per effetto di cementificazione, abbandono e installazione di impianti fotovoltaici a terra. Proprio su questo punto Coldiretti richiama l’attenzione: i pannelli posizionati direttamente sui terreni avrebbero già occupato oltre 758 ettari in Puglia.

La distribuzione provinciale mostra valori molto alti in tutto il territorio regionale. Lecce è la provincia con il dato più elevato, con 39.093 ettari di suolo consumato, seguita da Bari con 37.306 ettari, Foggia con 28.310, Taranto con 23.432, Brindisi con 19.714 e Barletta-Andria-Trani con 10.660 ettari.

Consumo di suolo in Puglia, i dati provincia per provincia

Il tema, sottolinea Coldiretti Puglia, non riguarda soltanto l’ambiente ma anche la tenuta economica delle campagne. Negli ultimi cinquant’anni, infatti, è scomparso quasi un terreno agricolo su tre, con una riduzione del 30% della superficie agricola utilizzabile. Un arretramento dovuto soprattutto all’abbandono e alla cementificazione, due processi che riducono la capacità del terreno di assorbire l’acqua e ne compromettono la fertilità.

Per l’organizzazione agricola, la perdita di terra coltivabile rischia di incidere direttamente sulle prospettive delle nuove generazioni di imprenditori agricoli. In questo quadro, il nodo degli impianti fotovoltaici a terra resta centrale. Coldiretti sostiene che la produzione energetica debba integrarsi con le attività agricole e zootecniche, entro limiti definiti e privilegiando aree marginali, senza sottrarre superfici produttive di qualità.

Rischio idrogeologico e cambiamenti climatici

L’allarme sul consumo di suolo in Puglia si intreccia con quello sul dissesto idrogeologico. Secondo i dati richiamati da Coldiretti, il rischio interessa 230 comuni su 257. La criticità coinvolge il 100% dei comuni della BAT, il 95% di quelli delle province di Brindisi e Foggia, il 90% della provincia di Bari e l’81% di quella di Lecce.

A questi numeri si aggiungono le persone esposte ai fenomeni più gravi: 8.098 cittadini risultano a rischio frane, mentre 119.034 sono esposti al pericolo di alluvioni. Sul territorio, avverte Coldiretti, le conseguenze ricadono anche sulle 11.692 imprese agricole presenti soprattutto nelle aree rurali, già messe sotto pressione da siccità, grandinate, gelate, tornado e nubifragi sempre più frequenti.

Per Coldiretti Puglia serve un doppio intervento. Da una parte l’approvazione della legge nazionale sul consumo di suolo, attesa da anni e considerata uno strumento necessario per fermare l’erosione del territorio. Dall’altra, investimenti su manutenzione, recupero e risparmio idrico, insieme al rafforzamento delle infrastrutture per la raccolta dell’acqua, a partire da invasi e bacini.

Il dato che emerge dal rapporto, in sostanza, conferma una pressione crescente sul territorio pugliese. E indica una priorità precisa: difendere la terra agricola non solo come risorsa economica, ma come elemento decisivo per la sicurezza ambientale e per la tenuta complessiva della regione.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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