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Sicurezza in Puglia, l’allarme dei sindaci: “Più risorse e una strategia nazionale”

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Dopo i recenti episodi di cronaca, Avviso Pubblico chiede più uomini e una strategia nazionale per il controllo del territorio.

La sicurezza in Puglia torna al centro del confronto dopo gli ultimi episodi di cronaca registrati nel Barese. Avviso Pubblico segnala un problema diffuso nel controllo del territorio e chiede un intervento concreto dello Stato. Servono più risorse e una linea nazionale chiara.

Negli ultimi mesi diversi fatti hanno colpito i Comuni dell’area metropolitana. Tra questi, l’agguato avvenuto a Bisceglie all’interno del Divinae Follie, uno dei locali storici del territorio. Per l’associazione, questi episodi confermano difficoltà crescenti nel contrasto alla criminalità. Il fenomeno riguarda sia le organizzazioni tradizionali sia nuove forme più difficili da intercettare.

Avviso Pubblico respinge l’idea di attribuire responsabilità ai Comuni. Il problema, secondo l’associazione, nasce da anni di riduzione della spesa pubblica. I tagli hanno indebolito forze dell’ordine e magistratura. Oggi gli organici risultano insufficienti e le attività sul territorio diventano più difficili.

La questione della sicurezza in Puglia riguarda l’intero sistema istituzionale. Non si tratta di singole emergenze locali. Il tema coinvolge la capacità dello Stato di garantire presenza e controllo. Per questo i sindaci chiedono da tempo maggiori investimenti, soprattutto nel Mezzogiorno. Le richieste riguardano sicurezza, giustizia, sanità e scuola.

Sicurezza in Puglia, la richiesta dei sindaci

Corrado De Benedittis, sindaco di Corato e coordinatore provinciale di Avviso Pubblico, invita a cambiare approccio. Non serve inseguire ogni emergenza. Non serve cercare responsabilità a livello locale. Serve invece una strategia nazionale stabile e condivisa.

De Benedittis chiede più personale, più supporto agli amministratori e un lavoro continuo sulla legalità. I Comuni, spiega, fanno la loro parte ogni giorno. Senza il sostegno dello Stato, però, il loro intervento non basta. Il rischio è lasciare i territori senza strumenti adeguati.

Organici ridotti e territorio meno presidiato

Il nodo centrale resta quello delle risorse. Avviso Pubblico collega la sicurezza alla capacità dello Stato di investire in modo stabile. Servono più agenti, più coordinamento e una presenza costante sul territorio.

L’associazione sottolinea anche un altro aspetto. Il contrasto alla criminalità non può essere solo repressivo. Serve un lavoro continuo sulla cultura della legalità. Un impegno che coinvolge istituzioni e cittadini.

La richiesta finale è chiara. Occorrono investimenti concreti, presenza dello Stato e responsabilità condivisa. La sicurezza in Puglia, oggi, dipende da scelte strutturali e non da interventi occasionali.

Redazione Pugliapress

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