Foggia, degrado in via Monfalcone: crescono le proteste dei residenti

Segnalazioni quasi quotidiane nel tratto tra via Podgora e viale XXIV Maggio. Dopo l’ennesimo bivacco restano rifiuti, bottiglie e paura. I residenti chiedono controlli e misure concrete.
Torna al centro delle proteste via Monfalcone a Foggia, dove i residenti denunciano da tempo una situazione che, a loro dire, peggiora di giorno in giorno. Le ultime segnalazioni sono accompagnate da un video registrato sabato sera e da alcune fotografie scattate la domenica successiva, poche ore dopo l’ennesimo ritrovo pomeridiano nel tratto compreso tra via Podgora e viale XXIV Maggio, davanti all’ex Bar Monte Bianco.
Il quadro descritto da chi vive nella zona è sempre lo stesso. A terra restano lattine, bottiglie di alcol, rifiuti sparsi sui marciapiedi e segni evidenti di incuria. Alle immagini del degrado si aggiungono anche scritte sui muri riconducibili, secondo quanto riferito, a un gruppo ultras legato a una squadra marocchina. Un contesto che alimenta malumore e preoccupazione in una delle strade storiche del quartiere Ferrovia.
A rendere ancora più forte la protesta è un elemento che i residenti considerano incomprensibile: quel punto si trova a poca distanza dal presidio statico della Polizia Locale. Da qui la domanda che torna con insistenza nelle segnalazioni arrivate in redazione: che fine ha fatto l’ordinanza anti-alcol e, soprattutto, perché il fenomeno continua a ripetersi quasi ogni giorno, soprattutto dopo le 18.
Via Monfalcone a Foggia, i residenti chiedono controlli veri
Chi abita nella zona chiarisce di non voler trasformare la questione in uno scontro ideologico. Il punto, spiegano, non riguarda l’accoglienza in sé, ma il rispetto delle regole. Bere in strada, lasciare bottiglie e spazzatura sui marciapiedi, occupare abitualmente lo stesso tratto di via fino a renderlo sporco e poco decoroso, secondo i residenti non può essere considerato tollerabile.
Il malessere cresce anche perché, sempre secondo le testimonianze raccolte, la situazione non sarebbe episodica. Si tratterebbe invece di un’abitudine consolidata, che finisce per incidere sulla qualità della vita di chi in quella strada vive, lavora o gestisce un’attività. Odori, sporco e senso di abbandono sono le parole che ricorrono più spesso nei racconti.
Per questo la richiesta rivolta alle istituzioni è netta: più controlli, sanzioni effettive e interventi capaci di impedire il ripetersi dei bivacchi. I residenti chiedono che il quartiere non venga lasciato solo e che il problema venga affrontato con continuità, non con interventi occasionali.
Degrado e prevenzione: le richieste del quartiere Ferrovia
Accanto alla presenza delle forze dell’ordine, nelle segnalazioni emerge anche un altro tema: quello della prevenzione. Alcuni residenti invitano infatti a valutare soluzioni di arredo urbano e sistemi di dissuasione passiva per scoraggiare il bivacco nelle ore serali. L’obiettivo, sostengono, è difendere il decoro pubblico con strumenti concreti, soprattutto nei punti più esposti al ripetersi di comportamenti incivili.
Il tratto di via Monfalcone interessato dalle proteste viene indicato da molti come uno dei più belli e centrali del quartiere Ferrovia. Proprio per questo il degrado percepito pesa ancora di più. Vedere una strada storica ridotta, ogni giorno, a un punto di ritrovo segnato da rifiuti e incuria è considerato da chi ci abita un segnale grave, che non può essere archiviato come semplice disagio urbano.
La questione ora chiama in causa l’amministrazione e gli organi di controllo. I residenti, gli amministratori di condominio, i commercianti e i proprietari della zona chiedono che si passi dalle segnalazioni ai fatti. Perché il timore, sempre più diffuso, è che l’assenza di risposte finisca per trasformare definitivamente quel tratto di città in un luogo invivibile.

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