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Gasolio agricolo, credito d’imposta al 20%: sollievo per le aziende pugliesi

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Coldiretti Puglia valuta positivamente l’estensione del bonus anche all’agricoltura: la misura aiuta semine, lavorazioni nei campi e gestione di stalle e serre.

Il credito d’imposta sul gasolio agricolo al 20% viene accolto positivamente da Coldiretti Puglia. L’organizzazione lo considera un intervento utile per sostenere le aziende agricole in una fase decisiva dell’anno. Il beneficio, infatti, arriva mentre nelle campagne si preparano le semine primaverili e si intensificano i lavori nei campi.

La misura, già prevista per la pesca, è stata estesa anche alle imprese agricole. Per Coldiretti Puglia si tratta di una risposta concreta all’aumento dei costi che da mesi pesa sui bilanci aziendali. L’associazione sottolinea che il provvedimento aiuta a garantire continuità all’annata agraria e a evitare rallentamenti nelle lavorazioni.

Gasolio agricolo credito d’imposta, perché la misura è importante

Secondo Coldiretti, il prezzo del gasolio agricolo è salito in modo marcato dopo lo scoppio della guerra. Si è passati da circa 0,85 euro al litro fino a 1,45 euro al litro. L’aumento supera il 70% e ha inciso in modo diretto sui costi delle lavorazioni meccaniche.

Il rincaro del carburante pesa soprattutto sulle arature, sulle semine e sull’irrigazione. Ma non solo. Incide anche sulla gestione energetica di stalle e serre, dove il gasolio resta una voce centrale di spesa.

Per le aziende agricole pugliesi il problema è ancora più evidente. In Puglia l’agricoltura è un settore strategico, ma anche ad alto consumo energetico. Le imprese del comparto usano ogni anno circa 0,15 Mtep di energia. Gran parte di questo fabbisogno è coperto proprio dal gasolio impiegato per la meccanizzazione agricola.

Nel complesso, il consumo annuo stimato è compreso tra 80 e 140 milioni di litri. Questo significa che ogni aumento di prezzo produce effetti immediati sui conti delle imprese. Secondo la stima riportata da Coldiretti Puglia, un rincaro di 30 centesimi al litro comporta circa 25 milioni di euro di costi aggiuntivi solo per il carburante.

Aumenti dei costi e timori per l’annata agraria

Al caro gasolio si aggiunge il rialzo dei fertilizzanti. Coldiretti segnala che l’urea ha raggiunto gli 835 euro a tonnellata. Prima della guerra il prezzo era di 585 euro. L’aumento di queste due voci rischia di comprimere ulteriormente i margini delle aziende agricole.

Il timore è che i costi di produzione possano frenare il lavoro proprio nel momento più delicato. In questa fase, infatti, le macchine agricole sono indispensabili per preparare i terreni e avviare le colture. Lasciare fermi i mezzi significherebbe compromettere una parte dell’attività stagionale.

Secondo un’analisi di Coldiretti su dati del Ministero dell’Ambiente, nel 2025 le vendite di gasolio agricolo hanno raggiunto 2,2 miliardi di litri. Di questa quantità, circa il 90% sarebbe destinato all’agricoltura. La quota restante riguarda invece la pesca.

L’aumento dei costi sostenuti dalle imprese potrebbe avere riflessi anche sui prezzi al consumo. Tuttavia, viene precisato, gli incrementi riconosciuti nei campi spesso si traducono in pochi centesimi al chilo. Resta però il nodo principale: le aziende continuano a produrre con spese sempre più alte e margini sempre più stretti.

Per questo Coldiretti Puglia considera il credito d’imposta un sostegno necessario. La misura, secondo l’associazione, può aiutare le imprese agricole a portare avanti semine e lavorazioni senza blocchi, in una stagione decisiva per la produzione.

Redazione Pugliapress

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