Liste d’attesa, il NAS scopre visite fuori prenotazione: licenziato un medico

Controlli dei Carabinieri del N.A.S. di Taranto in una struttura pubblica pugliese: accertato un sistema parallelo per visite e ricoveri senza Cup né impegnativa.
Le liste d’attesa in una struttura pubblica pugliese sono finite al centro di un’indagine dei Carabinieri del N.A.S. di Taranto che ha portato al licenziamento disciplinare di un dirigente medico. Secondo quanto emerso dai controlli, il sanitario avrebbe gestito un percorso alternativo per consentire l’accesso a visite specialistiche e ricoveri senza la regolare prenotazione tramite Centro unico di prenotazione e senza impegnativa medica.
L’attività ispettiva rientra in una più ampia campagna nazionale disposta dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, con l’obiettivo di verificare il rispetto delle procedure sulle liste d’attesa e la corretta gestione delle prestazioni sanitarie. A Taranto i militari hanno concentrato l’attenzione sui presidi del territorio, esaminando sia i dati presenti nei sistemi informatici aziendali sia la documentazione cartacea.
Dall’incrocio tra registri e database, secondo la ricostruzione dell’Arma, sarebbe emerso un meccanismo illecito consolidato. Il medico, in servizio presso un’Azienda sanitaria locale pugliese, avrebbe favorito l’accesso di alcuni pazienti al di fuori dei canali ordinari. In questo modo sarebbe stato aggirato il normale percorso previsto per chi attende una visita o un ricovero seguendo la procedura ufficiale.
Liste d’attesa in una struttura pubblica pugliese: cosa hanno accertato i controlli
Il punto centrale dell’ispezione riguarda proprio l’esistenza di un sistema parallelo di erogazione delle prestazioni. I pazienti interessati, sempre secondo gli accertamenti del N.A.S., venivano visitati o ricoverati pur non avendo completato i passaggi richiesti: né prenotazione al Cup né prescrizione medica. Un’anomalia che, oltre a violare norme e regolamenti interni, avrebbe inciso direttamente sui diritti dei cittadini inseriti regolarmente nelle liste.
A rendere ancora più grave il quadro, secondo quanto contestato, ci sarebbe stata anche l’omissione nell’archiviazione della documentazione sanitaria obbligatoria. Un elemento che avrebbe reso meno trasparente la tracciabilità delle prestazioni e più difficile il controllo dei percorsi seguiti dai pazienti.
Il risultato, sul piano concreto, è che chi aspettava da mesi il proprio turno rischiava di essere superato da chi entrava attraverso un canale non previsto. Una distorsione che tocca uno dei nodi più sensibili della sanità pubblica: l’accesso equo alle cure.
Il provvedimento della ASL e le conseguenze del caso
Sulla base delle risultanze raccolte dai Carabinieri del N.A.S., l’Ufficio procedimenti disciplinari della ASL competente ha disposto nei giorni scorsi il licenziamento disciplinare con preavviso nei confronti del dirigente medico coinvolto. Il provvedimento, come viene evidenziato nella comunicazione ufficiale, richiama la gravità delle violazioni degli obblighi di servizio e contrattuali.
Il caso riporta l’attenzione su un tema molto sentito dai cittadini: la regolarità delle liste d’attesa e la fiducia nel servizio sanitario pubblico. Le verifiche avviate a livello nazionale puntano proprio a individuare eventuali irregolarità che possano alterare l’ordine di accesso alle prestazioni, creando disparità tra pazienti.
L’intervento concluso a Taranto conferma che il controllo sulle procedure sanitarie resta un fronte aperto. L’obiettivo dichiarato è tutelare la trasparenza, impedire favoritismi e garantire che visite, esami e ricoveri seguano criteri uguali per tutti. In un sistema già sotto pressione, episodi di questo tipo incidono non solo sull’organizzazione interna delle strutture, ma anche sul rapporto di fiducia tra cittadini e sanità pubblica.

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