Barese, soldi del parente disabile usati per ristrutturazioni: sequestro da 150mila euro

Nel barese la Guardia di finanza ha eseguito un sequestro preventivo da circa 150mila euro nell’ambito di un’indagine su presunte somme sottratte a un anziano disabile. Secondo quanto emerso, il denaro sarebbe stato usato per ristrutturazioni private e per il pagamento di fatture ritenute false. Una vicenda che colpisce perché riguarda una persona in condizioni di grave fragilità.
Al centro dell’inchiesta ci sono tre persone, accusate a vario titolo di aver sottratto, con raggiri, denaro alla vittima. Si tratta del fratello dell’anziano, nominato amministratore di sostegno, della figlia di quest’ultimo e del compagno della donna. Gli investigatori ritengono che le somme siano state impiegate per sistemare le proprie abitazioni e coprire spese solo apparentemente giustificate.
Il sequestro preventivo disposto dagli inquirenti punta a bloccare beni e disponibilità economiche riconducibili agli indagati fino alla cifra ritenuta oggetto della presunta sottrazione. L’aspetto più delicato della vicenda, però, resta il contesto umano e sociale in cui si inserisce l’indagine. La persona offesa, residente nel barese, è descritta come anziana, affetta da una grave invalidità permanente e sottoposta a misura di amministrazione di sostegno.
Proprio questo elemento rende il caso particolarmente grave. Chi ricopre il ruolo di amministratore di sostegno è chiamato infatti a proteggere e assistere chi non è in grado di gestire pienamente i propri interessi. Secondo l’ipotesi investigativa, quel compito di tutela sarebbe stato tradito. L’indagine dovrà ora chiarire responsabilità e contorni della vicenda, mentre il sequestro rappresenta un primo passo per mettere al riparo le somme contestate.
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