Bio in Puglia, Coldiretti: “+30% burocrazia frena le aziende”

La bio in Puglia continua a crescere e conferma la regione al vertice nazionale. Ma l’eccesso di burocrazia rischia di rallentare uno dei settori più forti dell’agricoltura regionale.
L’allarme arriva da Coldiretti Puglia in occasione del SANA, il salone internazionale del biologico. Secondo l’associazione, le aziende bio devono affrontare fino al 30% di adempimenti amministrativi in più rispetto al convenzionale. Un peso che incide su costi, tempi e competitività.
Bio in Puglia al top, ma pesa la burocrazia
Secondo un’indagine del CREA, l’eccessiva burocrazia è responsabile dell’abbandono del biologico in otto casi su dieci.
A pagare il prezzo più alto sono soprattutto le piccole e medie imprese. Le procedure sono complesse. I controlli sono numerosi. I tempi spesso si allungano senza una motivazione chiara.
Nonostante questo, il bio in Puglia continua a registrare numeri importanti. La superficie agricola biologica è cresciuta del 2,4% e ha raggiunto 318.461 ettari. È il dato che emerge dal Rapporto “Bio in cifre 2025” di ISMEA.
La regione si conferma prima in Italia. Il metodo biologico è ormai diffuso in tutti i comparti produttivi.
Crescono consumi e mercati contadini
Anche il mercato dà segnali positivi. La spesa per prodotti biologici nella grande distribuzione è aumentata del 2,9% tra il 2024 e il 2023.
Frutta e ortaggi registrano incrementi costanti. Crescono in modo significativo le uova fresche e gli oli vegetali. Segnali positivi arrivano anche da miele e bevande analcoliche.
La crescita riguarda soprattutto le aziende agricole e i produttori esclusivi. Si rafforza anche il modello delle imprese che integrano produzione e trasformazione.
In Puglia, i prodotti biologici sono presenti in un farmers market su due. Il rapporto diretto con l’agricoltore aumenta la fiducia dei consumatori.
Quasi il 24% della superficie agricola regionale è coltivata con metodo biologico. L’obiettivo europeo del 25% entro il 2030 è vicino.
Importazioni in aumento e richiesta di semplificazione
Coldiretti Puglia sottolinea anche un altro dato. Le importazioni dall’estero sono cresciute del 7,1% nel 2024.
Per questo diventa strategico valorizzare il biologico nazionale. Uno strumento chiave sarà il marchio del biologico italiano, utile a distinguere il vero Made in Italy.
Secondo l’organizzazione serve una semplificazione normativa concreta. È necessario anche applicare il principio di reciprocità negli scambi internazionali.
Il bio in Puglia rappresenta un patrimonio economico e ambientale. Ridurre il peso della burocrazia significa difendere le imprese e garantire futuro a un settore centrale per il territorio.
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