Cronaca Taranto

Ultim’ora Martina Franca: il GIP ha deciso sull’inchiesta presunte tangenti tra domiciliari e interdizioni

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Nessun arresto in carcere nel procedimento che ha scosso Palazzo Ducale: ecco i provvedimenti disposti dal giudice

Si è pronunciato il GIP nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte tangenti che nelle ultime settimane ha acceso i riflettori su Martina Franca, tra accuse, intercettazioni e presunti favori legati a incarichi e rapporti con la pubblica amministrazione. Dopo le richieste avanzate dalla Procura, il giudice ha disposto una serie di misure cautelari che ridimensionano, almeno sul piano cautelare, l’impianto più duro ipotizzato dagli inquirenti.

La richiesta più pesante riguardava il funzionario comunale Antonio Raguso, per il quale il Pubblico Ministero aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. Il GIP, invece, ha disposto per lui gli arresti domiciliari. Una decisione che rappresenta uno dei passaggi più rilevanti dell’intera vicenda giudiziaria che da giorni domina il dibattito cittadino. Raguso è difeso dagli avvocati Enrico Pellegrini e Luigi Palmieri

Ai domiciliari anche Emil Costin Ragulea e Cosimo Caliandro. Per Giuseppe Fornaio, invece, il giudice ha disposto il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per la durata di un anno. Un anno di sospensione dall’esercizio della professione forense, invece, per Fernando Rinaldi.

Per Romina De Matteis erano stati chiesti i domiciliari, ma dal quadro dei provvedimenti emersi non risultano misure cautelari applicate nei suoi confronti.

L’inchiesta sulle presunte tangenti a Martina Franca

L’inchiesta ruotava attorno a presunti episodi di corruzione e a rapporti che gli investigatori ritenevano opachi nella gestione di pratiche e affidamenti. Una vicenda che, sin dall’inizio, ha avuto un forte impatto politico e amministrativo sulla città di Martina Franca, anche per il coinvolgimento di figure considerate vicine agli ambienti istituzionali e professionali del territorio.

Tra gli aspetti che più avevano colpito l’opinione pubblica vi era proprio la richiesta di custodia in carcere per Raguso, ritenuta dagli investigatori una misura necessaria nell’ambito del quadro accusatorio costruito dalla Procura. Il GIP ha però scelto una linea differente, optando per i domiciliari ed escludendo quindi il carcere per tutti gli indagati coinvolti nei provvedimenti cautelari.

Le difese e il ruolo degli avvocati

Nella vicenda compare anche il nome dell’avvocato Fernando Rinaldi, difeso dall’avvocato Donato Antonio Muschio Schiavone. Anche Romina De Matteis risulta difesa dallo stesso legale. Per Rinaldi il giudice ha disposto la misura interdittiva del divieto di esercitare la professione forense per un anno.

Le decisioni del GIP rappresentano ora un passaggio centrale dell’inchiesta, ma non chiudono certamente il procedimento. L’attività investigativa prosegue e sarà nei prossimi mesi che si comprenderà la reale consistenza delle accuse formulate dalla Procura e la tenuta dell’impianto accusatorio davanti al tribunale.

Intanto, a Martina Franca, la vicenda continua a generare discussioni e tensioni. L’inchiesta sulle presunte tangenti ha infatti toccato uno dei nervi più sensibili della vita pubblica cittadina: il rapporto tra amministrazione, professionisti e gestione della cosa pubblica. Una storia destinata ancora a far discutere.

Redazione Pugliapress

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