Ciliegie pugliesi, qualità alta ma prezzi in calo

Confagricoltura Puglia segnala quotazioni all’origine in forte flessione rispetto al 2025. Le aziende chiedono maggiore equilibrio nella filiera.
La campagna ciliegie Puglia 2026 parte con un prodotto di buona qualità, ma con prezzi che preoccupano i produttori. Le raccolte delle varietà precoci sono già iniziate e la Ferrovia, cultivar simbolo del territorio, sta entrando progressivamente sul mercato.
Dai campi arrivano segnali positivi sulla qualità: pezzatura, consistenza e tenuta commerciale confermano il livello della cerasicoltura regionale. Il problema, però, resta la remunerazione all’origine.
Campagna ciliegie Puglia 2026, il nodo dei prezzi
Secondo Confagricoltura Puglia, nella terza settimana di maggio le quotazioni medie sono scese rispetto allo stesso periodo del 2025. Le Bigarreau si attestano a 2,38 euro al chilo, con un calo del 48,6%. Le Ferrovia arrivano a 5 euro al chilo, in flessione del 16,7%. Le Giorgia sono quotate 4,50 euro, con una riduzione del 21,7%.
Valori che, secondo l’organizzazione agricola, non bastano a coprire l’aumento dei costi sostenuti dalle imprese. Fertilizzanti, fitosanitari ed energia continuano a incidere sui bilanci aziendali, riducendo i margini di una campagna che sul piano produttivo mostra buone potenzialità.
Confagricoltura: qualità riconosciuta, reddito da difendere
Il presidente di Confagricoltura Puglia, Antonello Bruno, sottolinea che le aziende stanno portando sul mercato ciliegie di qualità, frutto di investimenti, cura degli impianti e competenze professionali. Il prezzo riconosciuto ai produttori, però, resta giudicato insufficiente rispetto ai rincari affrontati negli ultimi mesi.
La Puglia resta il principale riferimento nazionale per la produzione di ciliegie. Il Barese, in particolare, rappresenta il cuore di un sistema agricolo specializzato, capace di unire tradizione, innovazione varietale e presenza sui mercati.
Per Confagricoltura diventa quindi necessario rafforzare gli strumenti di valorizzazione del prodotto regionale e garantire una distribuzione più equilibrata del valore lungo la filiera. Senza prezzi adeguati, la qualità rischia di non tradursi in reddito per le imprese.
La campagna 2026 proseguirà nelle prossime settimane, quando l’andamento del mercato sarà decisivo per capire se le quotazioni potranno recuperare. Per i produttori pugliesi la priorità resta una: vendere un prodotto competitivo senza comprimere ulteriormente i margini aziendali.























