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Taranto, omicidio Bakari Sako: indagini sul sesto giovane

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Gli investigatori cercano un altro possibile componente del gruppo. Attesi autopsia e interrogatori dopo i fermi di quattro minorenni e un maggiorenne.

L’omicidio di Bakari Sako a Taranto potrebbe avere un altro protagonista. Gli investigatori stanno lavorando per identificare un sesto giovane che, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe preso parte all’aggressione costata la vita al bracciante originario del Mali, ucciso all’alba di sabato scorso mentre si stava recando al lavoro.

La svolta nelle indagini è arrivata grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. Nei filmati comparirebbero i quattro minorenni e il maggiorenne già fermati, ma anche un altro ragazzo sul quale ora si concentra l’attenzione degli inquirenti. Nelle immagini sarebbe presente anche una ragazza, ritenuta testimone oculare dei fatti.

I minorenni si trovano nei centri di prima accoglienza di Lecce e Bari. Il maggiorenne è stato trasferito nel carcere di Taranto. Nelle prossime ore saranno fissati gli interrogatori e l’autopsia sul corpo della vittima, passaggi decisivi per chiarire ruoli, responsabilità e dinamica dell’aggressione.

Il percorso del gruppo prima dell’aggressione

Secondo quanto ricostruito dalla procura, il gruppo avrebbe trascorso parte della notte tra i vicoli della città vecchia e una sala slot, dove sarebbe rimasto almeno fino alle 2.30. Prima dell’aggressione a Bakari Sako, i ragazzi avrebbero seguito e intimidito un’altra possibile vittima in via Garibaldi.

Poi il gruppo si sarebbe spostato verso piazza Fontana, arrivando da punti diversi: dal ponte di Pietra, da via De Tullio e da altre strade vicine. Qui sarebbe stato accerchiato Sako, che camminava con lo zaino in spalla per andare al lavoro.

Dalle registrazioni emergerebbero elementi considerati rilevanti dagli investigatori: abiti, voci, movimenti e persino i nomi pronunciati durante l’azione. Uno dei due diciassettenni avrebbe avuto un ruolo centrale, colpendo la vittima e dando indicazioni agli altri anche dopo l’aggressione.

Omicidio Bakari Sako, attesa per gli accertamenti

L’autopsia servirà a stabilire con precisione le cause della morte e la compatibilità delle lesioni con quanto ripreso dalle telecamere. Gli interrogatori, invece, potranno chiarire la posizione dei fermati e l’eventuale presenza di altri partecipanti.

La procura sta ricostruendo ogni fase della notte, dal primo avvicinamento a una possibile vittima fino all’aggressione finale. L’obiettivo è definire il ruolo di ciascun componente del gruppo e verificare la posizione del giovane ancora ricercato.

La morte di Bakari Sako ha scosso Taranto per la violenza gratuita del fatto e per la giovane età di gran parte degli indagati. Le prossime ore saranno decisive per completare il quadro investigativo.

Redazione Pugliapress

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