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Ambulanza ferma per quattro ore a Ceglie, Gioia chiede verifiche all’ASL

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Il consigliere regionale segnala un presunto blocco del 118 il 30 aprile e sollecita chiarimenti su gestione, tempi di comunicazione e responsabilità.

A Ceglie Messapica il servizio 118 sarebbe rimasto senza ambulanza per quattro ore, dalle 15 alle 19 del 30 aprile. A segnalarlo è il consigliere regionale Tommaso Gioia, che ha chiesto chiarimenti urgenti alla Direzione generale dell’ASL di Brindisi.

consigliere regionale Tommaso Gioia

Secondo quanto riferito nella nota diffusa dall’ufficio stampa del consigliere, il mezzo in servizio presso il presidio locale sarebbe rimasto fermo per un periodo prolungato, lasciando scoperta l’area di riferimento. Una circostanza che, se confermata, porrebbe un problema rilevante sulla continuità del servizio di emergenza-urgenza.

Ambulanza ferma a Ceglie Messapica, la richiesta di chiarimenti

Gioia ha spiegato di aver ricevuto segnalazioni dettagliate sull’episodio e ha posto l’attenzione sui tempi di reazione del sistema. La Centrale Operativa, una volta venuta a conoscenza del problema, avrebbe disposto l’arrivo di un mezzo da Cisternino per coprire il territorio.

Resta però da chiarire quando sia stata informata la Centrale e per quale motivo l’ambulanza di Ceglie sia rimasta inattiva per quattro ore. Il consigliere chiede anche di verificare il ruolo di Sanitaservice nella gestione dell’accaduto e le eventuali responsabilità organizzative.

Il nodo della continuità del 118

La vicenda riporta al centro il tema della tenuta del servizio sanitario territoriale, soprattutto nei comuni dove i tempi di intervento possono incidere in modo decisivo sulla gestione delle emergenze.

Gioia ha sottolineato che la comunità ha diritto a risposte trasparenti e a garanzie concrete sul funzionamento del presidio. La richiesta inviata all’ASL di Brindisi punta a ricostruire l’intera sequenza dei fatti, individuare eventuali criticità e adottare provvedimenti per evitare nuovi disservizi.

La parola passa ora ai vertici sanitari, chiamati a verificare quanto accaduto il 30 aprile e a chiarire se vi siano state falle nella comunicazione, nel coordinamento o nella gestione del mezzo di soccorso.

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