Omicidio Sacko Bakari a Taranto, indagini su un gruppo di giovanissimi

Il 35enne originario del Mali è stato ucciso in piazza Fontana mentre andava al lavoro. Gli investigatori seguono la pista della baby gang.
L’omicidio Sacko Bakari a Taranto potrebbe avere al centro un gruppo di ragazzi molto giovani, forse minorenni. È questa una delle piste seguite dagli investigatori dopo la morte del 35enne originario del Mali, ucciso all’alba di sabato 9 maggio in piazza Fontana, nella città vecchia.
Bakari viveva regolarmente in Italia e lavorava come bracciante agricolo. Secondo le prime ricostruzioni, stava raggiungendo il posto di lavoro quando sarebbe nato un litigio con alcuni giovani. Poco dopo sarebbe stato circondato e colpito più volte con un oggetto appuntito, probabilmente un cacciavite. Per lui non c’è stato nulla da fare.
Omicidio Sacko Bakari a Taranto: la pista della baby gang
La Squadra Mobile sta ricostruendo le fasi dell’aggressione e cerca di identificare i ragazzi che si sarebbero allontanati subito dopo il ferimento. Al vaglio ci sono testimonianze, immagini delle telecamere della zona e ogni elemento utile a chiarire chi fosse presente in piazza Fontana in quei minuti.
L’ipotesi della baby gang non è ancora una conclusione investigativa, ma una direzione di lavoro. Gli inquirenti stanno verificando ruoli, responsabilità e movente. Resta da capire se l’aggressione sia nata da una discussione improvvisa o se ci siano stati altri momenti di tensione prima del colpo mortale.
Nello zaino della vittima sarebbero stati trovati solo effetti personali. Bakari non aveva armi con sé. Questo dato rafforza la necessità di accertare la dinamica con precisione, senza anticipare conclusioni.
Le indagini nella città vecchia
Il delitto ha scosso la città vecchia di Taranto, in un’area attraversata ogni giorno da lavoratori, residenti e persone di passaggio. Piazza Fontana, vicina al porto mercantile, è ora al centro dell’inchiesta.
Gli investigatori lavorano per ricostruire il percorso della vittima e quello dei presunti aggressori. Ogni dettaglio può risultare decisivo: l’orario dell’aggressione, la presenza di eventuali testimoni, gli spostamenti del gruppo e l’arma usata.
La Procura dovrà stabilire se dietro la morte di Sacko Bakari ci sia un’azione di gruppo e quale sia stato il contributo dei singoli partecipanti. Nel frattempo, la città attende risposte su un omicidio avvenuto mentre un uomo stava andando al lavoro.

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