
Presìdi al casello A14 di Lesina-Poggio Imperiale e sulla statale 16 in località Ripalta. I camionisti annunciano mobilitazioni fino a venerdì
La protesta contro il caro carburanti è partita all’alba nel Foggiano, dove gli autotrasportatori hanno avviato i primi presìdi in due punti strategici della viabilità: al casello A14 di Lesina-Poggio Imperiale e in un’area di servizio lungo la statale 16, in località Ripalta. Al centro della mobilitazione ci sono i rincari del gasolio e l’aumento generale dei costi che pesano sul settore.
Gli operatori del trasporto merci denunciano una situazione sempre più difficile da sostenere. Oltre al prezzo del carburante, a preoccupare sono le spese fisse che incidono sull’attività quotidiana: manutenzione dei mezzi, pedaggi, assicurazioni e gestione ordinaria delle aziende. Una pressione economica che, secondo i manifestanti, mette a rischio la tenuta di molte imprese del comparto.
Nei due presìdi attivati questa mattina, l’obiettivo è chiaro: coinvolgere il maggior numero possibile di conducenti di mezzi pesanti e allargare la partecipazione alla protesta. I camionisti stanno invitando altri colleghi ad aderire alla mobilitazione, che nelle prossime ore potrebbe estendersi anche ad altri caselli autostradali della zona.
Caro carburanti autotrasportatori, i primi presìdi nel Foggiano
La protesta, almeno per ora, non ha provocato particolari disagi alla circolazione. Non vengono infatti segnalate criticità rilevanti né rallentamenti significativi sulla rete interessata. La situazione resta però sotto osservazione, anche perché l’adesione potrebbe crescere con il passare delle ore.
A sostenere l’iniziativa ci sono anche alcune sigle sindacali, che appoggiano le richieste della categoria. Il messaggio lanciato dagli autotrasportatori è quello di un malcontento ormai diffuso, maturato in un contesto in cui i margini operativi si sono ridotti e la sostenibilità economica del lavoro su gomma appare sempre più fragile.
La minaccia di nuovi blocchi fino a venerdì
La mobilitazione, secondo quanto annunciato dai promotori, potrebbe andare avanti fino a venerdì. Un’ipotesi che apre a possibili nuovi presìdi e a un progressivo ampliamento delle iniziative sul territorio, soprattutto se non arriveranno risposte concrete sulle difficoltà denunciate dal settore.
L’autotrasporto resta un anello centrale della logistica e della distribuzione delle merci, soprattutto in un territorio dove i collegamenti stradali hanno un ruolo decisivo per l’economia locale. Per questo la protesta avviata nel Foggiano viene seguita con attenzione anche da chi opera nell’indotto e dalle attività che dipendono dal trasporto su strada.
In questa fase i camionisti stanno scegliendo una linea di pressione graduale, puntando sulla visibilità dei presìdi e sul coinvolgimento della categoria. Ma il rischio di un irrigidimento non viene escluso. Se la mobilitazione dovesse allargarsi ad altri snodi della viabilità pugliese, le conseguenze potrebbero riflettersi anche sul traffico e sui tempi di consegna delle merci.
Per il momento il segnale arrivato dal Foggiano è soprattutto politico e sindacale: gli autotrasportatori chiedono attenzione immediata su costi ritenuti ormai insostenibili. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se la protesta resterà circoscritta ai presìdi già avviati o se si trasformerà in una mobilitazione più ampia.

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