Cinquantatré anni, barese solo di nascita (per essere nato in un ospedale del capoluogo), ma di famiglia martinese. Segno zodiacale cancro, laureato a Bari, specializzato in Urologia e Chirurgia, padre di Alessandra che studia Giurisprudenza a Milano e vorrebbe seguire le orme della mamma e di Francesco che va al liceo, ma già si prepara ai test per accedere alla facoltà di medicina.

Il dottor Donato Barnaba è recentemente diventato primario del reparto di Urologia dell’Ospedale di Martina Franca, ma lui ci tiene a precisare che è responsabile di una struttura di valenza dipartimentale per motivi di riorganizzazione aziendale, qualcosa di un po’ meno di un primariato nella forma, ma non nella sostanza. Il reparto di Urologia è una delle eccellenze del Presidio Ospedaliero Valle d’Itria.

“Lavoro in ospedale a Martina dal 1993, sono 25 anni. Abbiamo fondato il reparto di Urologia con il dott. Raguso e altri colleghi. Alcuni sono andati via, altri sono in pensione. Della vecchia guardia siamo rimasti io e il dott. La Rocca”

Di questo reparto in passato si parlava di chiusura per il ridimensionamento di alcune strutture sanitarie, ma i numeri degli interventi e soprattutto la qualità degli stessi lo hanno reso fondamentale

“Con Raguso prima, con Grossi dopo, abbiamo fatto di tutto perché questo reparto restasse nella provincia di Taranto un punto di riferimento per le patologie urologiche che comunque sono in aumento in considerazione dell’età che si allunga. Le patologie urologiche sono in crescita e quindi si ha bisogno di un reparto fondamentale, soprattutto per quelle che riguardano gli anziani. Abbiamo fatto di tutto affinché, questo reparto, diventasse un punto di riferimento”

Com’è strutturato, ce ne vuole parlare?

“Attualmente abbiamo dodici posti letto. E’ ubicato al terzo piano, dove in passato c’era il reparto di pediatria. L’ospedale di Martina è stato completamente ristrutturato. Ci sono delle belle stanze con la televisione, una sistemazione dignitosa per la degenza dei pazienti. Oltre all’aspetto del confort del reparto, sul quale nessuno si permette di autoesaltarsi o autogiudicarsi, badiamo soprattutto all’aspetto umano, infatti il complimento migliore che riceviamo arriva dai pazienti che, a loro dire, si trovano benissimo come a casa, assistiti e coccolati da tutto il personale: dagli infermieri al capo sala. Questo mi fa molto piacere perché, oltre che per l’esito dell’intervento, teniamo in considerazione l’aspetto psicologico dell’ammalato, considerando che affronta, con uno stato d’animo particolare, la sua condizione di malato. Facciamo di tutto affinché si senta protetto”.

Quanti interventi fate in un anno

“L’anno scorso abbiamo chiuso con più di 700 interventi, molti anche di chirurgia importante. Qui ormai da tanto tempo facciamo interventi per patologie tumorali di prostata, reni e vescica. Facciamo interventi di laparoscopia

Molti pazienti, suppongo, vengano da fuori. Possiamo parlare dunque di mobilità attiva.

“Martina è a cavallo di tre province Taranto, Brindisi e Bari che hanno fatto un po’ la fortuna di questo ospedale. Nel periodo delle restrizioni delle strutture c’era il rischio di ridurlo, un po’ per i numeri, un po’ per il bacino di utenza ampio che veniva ben drenato dall’ospedale di Martina. Questo ha fatto sì che non solo non abbia chiuso, ma si sta potenziando, vedi la rianimazione per gli interventi di casi ad alto rischio che adesso devono essere centralizzati per motivi  medico legali”

Che tempi si prevedono per la rianimazione?

“Un paio di anni. I lavori sono iniziati ed è tanto”

Un altro grosso problema e la mancanza di ricambi. Chi va in pensione non viene sostituito con conseguente mancanza di personale medico ed infermieristico

“E’ un problema nazionale. Avvertiamo l’esigenza di maggior personale medico ed infermieristico, perché abbiamo parecchi ambulatori aperti, come quello dell’urologia. Quindi bisogna coordinare gli ambulatori con i reparti e la sala operatoria. Vi è un lavoro di equipe. La figura apicale non è mai responsabile del successo se non viene supportato da personale valido”

Dovendo mettere in ordine, passione, sacrificio e professionalità come li classificherebbe?

Vanno di pari passo. La professione, se non hai passione, non la puoi fare. Una volta si diceva che quella del medico fosse una missione. E’ proprio vero, perché se così non è, come fai a stare dodici ore in sala operatoria e sopportare la fatica? La passione sicuramente. La professionalità viene con lo studio e l’esperienza

A cosa attribuisce l’evoluzione e la qualità di un reparto?

Sicuramente alla capacità di fornire all’utenza tutto quello che da un punto di vista tecnologico è possibile offrire. E l’urologia da questo punto di vista è una branca che si è molto evoluta negli ultimi 20 anni: facciamo un esempio la chirurgia urologica di vent’anni fa era prettamente una chirurgia a cielo aperto, oggi è stata sostituita dall’ endourologia e dalla laparoscopia.  La nuova frontiera è la chirurgia robotica già in uso presso altri presidi e adesso nei piani aziendali  della nostra Asl.

Quanto si sente gratificato dalla sua nuova questa nomina lei che è di Martina ed opera nella sua città?

“Mi ha gratificato molto, perché riuscire ad esser stato profeta in patria è tanto”

Avverte una maggiore responsabilità?

“Sicuramente, proprio per la carenza di personale, oltre alle situazioni che gestivo già prima, ho l’aggiunta della gestione del reparto. La responsabilità professionale, grazie alla lungimiranza dei primari che mi preceduto, non l’avverto più di tanto. Gli interventi che facevo prima sono gli stessi. L’aggiunta è che ci si trova a gestire la parte burocratica che comunque ti toglie del tempo alla professione”

Qual è il sogno di Donato Barnaba come uomo e come professionista?

“L’ho già realizzato. Il mio obiettivo futuro è quello di continuare a lavorare e a svolgere la mia professione con lo stesso entusiasmo come venticinque anni fa restando sempre lo stesso”

Ha raggiunto il suo obiettivo come professionista, quello dell’uomo coincide? “Dal un punto di vista privato ho realizzato quello che dovevo realizzare: ho due bellissimi figli”

Dovendo fare una percentuale, quante ore dedica alla professione e quante alla sua vita privata?

80% alla professione e 20% percento alla vita privata

Questo è il dottor Donato Barnaba, primario del reparto di Urologia dell’Ospedale di Martina Franca. Un grande professionista.

Antonio Rubino

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