Bollette e gettito: la Puglia produce energia ma incassa poco, nel 2025 pesa solo lo 0,3%

La Puglia produce energia più di quanta ne consumi, ma resta ai margini del mercato della fornitura elettrica e gas. È un dato che pesa nel 2025. Il conflitto in Medio Oriente può spingere in alto le quotazioni di petrolio e gas. Quando accade, i rincari arrivano prima sulle bollette e poi sui prezzi al dettaglio.
Per famiglie e imprese pugliesi il rischio è una nuova pressione sui costi.
Puglia produce energia ma il fatturato resta fuori regione
Nel 2025 le società pugliesi di fornitura di energia elettrica e gas hanno fatturato appena lo 0,3% del totale nazionale. Parliamo di 727.172.015 euro su 250.968.999.216 euro complessivi.
La regione si colloca così al 15° posto su venti. Un risultato che contrasta con il suo ruolo nella produzione.
Secondo l’analisi di Davide Stasi, la Puglia produce energia con un surplus stimato in circa 10mila gigawatt oltre il proprio fabbisogno. Produce molto più di quanto consuma. Tuttavia il valore economico della fornitura si concentra altrove.
Lazio e Lombardia concentrano l’82% del mercato
Il settore è dominato da imprese con sede legale in due regioni.
Nel 2025 le aziende del Lazio hanno fatturato oltre 127,6 miliardi di euro, pari al 51% del totale nazionale. Quelle della Lombardia hanno superato gli 80 miliardi, pari al 32%.
Insieme raggiungono l’82% del fatturato complessivo. La produzione energetica, invece, è distribuita su tutto il territorio nazionale, soprattutto nelle aree con impianti fotovoltaici, eolici, idrici e da bioenergie.
Seguono Trentino-Alto Adige, Liguria, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. La Puglia resta nelle retrovie nonostante la sua capacità produttiva.
Le conseguenze su tasse e servizi
Le imposte vengono versate dove l’azienda ha la sede legale e amministrativa. Questo meccanismo incide sugli equilibri territoriali.
Anche l’Irap, istituita nel 1997 per finanziare il sistema sanitario regionale, segue questa logica. Se il fatturato si concentra in poche regioni, anche il gettito si concentra lì.
Secondo Stasi, il settore finisce così per amplificare le diseguaglianze territoriali. Le politiche energetiche, aggiunge, favoriscono i grandi gruppi rispetto alle realtà locali.
Rinnovabili, opportunità e equilibrio territoriale
La produzione da fonti rinnovabili può rappresentare una grande opportunità. Ma i benefici dovrebbero ricadere prima di tutto su cittadini e imprese pugliesi.
Non solo in termini ambientali. Anche come riequilibrio del gettito e sostegno alla competitività del territorio.
Resta però centrale un equilibrio. Gli impianti incidono su turismo, agricoltura e paesaggio. La sfida è tenere insieme transizione energetica e identità del territorio.
PugliaPress
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