Mitilicoltura a Taranto, CONFAPI propone un marchio certificato contro l’abusivismo

CONFAPI Taranto chiede un marchio di qualità per i mitili prodotti legalmente, approdi autorizzati e un centro di spedizione autonomo. La proposta è stata sottoposta agli enti competenti, dai quali l’associazione attende ora risposte operative.
CONFAPI Taranto ha presentato agli enti competenti un progetto per tutelare gli imprenditori della mitilicoltura che lavorano rispettando autorizzazioni, controlli sanitari e regole di mercato.
La proposta prevede un marchio di qualità certificato per la produzione legale, un centro di spedizione autonomo e approdi autorizzati per lo sbarco dei mitili.
L’obiettivo è contrastare l’abusivismo, garantire la tracciabilità del prodotto e restituire valore economico a uno dei comparti più rappresentativi della città di Taranto.
Un marchio certificato per la mitilicoltura di Taranto
La mitilicoltura, secondo CONFAPI Taranto e il suo Centro Studi, non può essere considerata un’attività legata alla povertà o alla marginalità economica. Al contrario, rappresenta un lavoro impegnativo, fondato su sacrifici, competenze professionali e investimenti.
La valorizzazione del comparto potrebbe contribuire anche alla diversificazione economica di Taranto, rafforzando il rapporto tra la città e la sua principale risorsa naturale: il mare.
Per raggiungere questo risultato, però, è necessario distinguere in maniera chiara il prodotto allevato e commercializzato legalmente da quello proveniente da impianti o circuiti irregolari.
Da qui nasce la proposta di istituire un marchio di qualità certificato per la mitilicoltura di Taranto, riservato agli operatori che rispettano le norme produttive, ambientali e sanitarie.
Approdi autorizzati e controlli sanitari
Il progetto elaborato dall’associazione comprende anche la realizzazione di un centro di spedizione autonomo, collegato ad approdi autorizzati nei quali effettuare lo sbarco del prodotto sotto il controllo degli organi competenti.
CONFAPI Taranto segnala, infatti, la necessità di disporre di punti di sbarco chiaramente individuati e dotati di un presidio sanitario dell’ASL. Strutture di questo tipo permetterebbero di controllare la provenienza dei mitili, verificarne le condizioni igienico-sanitarie e ricostruire ogni passaggio della filiera.
La tracciabilità consentirebbe ai consumatori di riconoscere il prodotto legale e agli imprenditori autorizzati di competere in un mercato più trasparente.
L’associazione richiama inoltre l’attenzione sulla mancanza di un Piano delle Coste pienamente operativo, considerato uno strumento indispensabile per disciplinare l’utilizzo degli spazi marittimi e organizzare le attività produttive.
La richiesta presentata al Comune di Taranto
CONFAPI Taranto riferisce di avere inoltrato da diversi mesi all’Ufficio Demanio del Comune di Taranto una richiesta di concessione demaniale a terra.
La concessione servirebbe a realizzare le strutture previste dal progetto e, secondo l’associazione, rappresenterebbe un passo senza precedenti per l’organizzazione della filiera mitilicola locale.
La proposta è stata presentata con l’obiettivo di offrire una soluzione concreta agli imprenditori che operano nel pieno rispetto delle autorizzazioni, delle norme sanitarie e degli obblighi amministrativi.
Al momento, tuttavia, CONFAPI attende segnali e determinazioni da parte degli enti coinvolti.
L’abusivismo danneggia produttori e consumatori
L’abusivismo resta uno dei principali problemi della mitilicoltura tarantina. Non danneggia soltanto gli operatori regolari, ma può compromettere la sicurezza alimentare, la reputazione della cozza di Taranto e la fiducia dei consumatori.
Le recenti operazioni condotte nel Mar Piccolo da Polizia di Stato, Guardia Costiera e personale dell’ASL hanno confermato la presenza di impianti realizzati senza autorizzazioni. Nel giugno 2026 sono stati individuati filari abusivi contenenti complessivamente circa 20 tonnellate di mitili e sono state denunciate tre persone.
CONFAPI Taranto ha espresso apprezzamento per gli interventi effettuati dalla Capitaneria di Porto, dalla Polizia e dalla Guardia di Finanza, sottolineando però che l’attività repressiva deve essere affiancata da una riorganizzazione strutturale del comparto.
Secondo le stime riportate dall’associazione, circa la metà della produzione locale sarebbe abusiva e una parte consistente degli impianti opererebbe senza le necessarie autorizzazioni. Si tratta di dati attribuiti a CONFAPI Taranto che richiederebbero una quantificazione ufficiale da parte degli enti di controllo.
Il prezzo dei mitili penalizzato dalla concorrenza irregolare
La concorrenza illecita produce conseguenze dirette anche sui prezzi.
CONFAPI sostiene che alcuni mitilicoltori autorizzati siano costretti a vendere all’ingrosso il prodotto sul mercato locale a circa 50 centesimi al chilo. Un valore che, secondo l’associazione, non permette di remunerare adeguatamente il lavoro, gli investimenti e i costi necessari per rispettare tutte le prescrizioni.
Chi opera legalmente deve sostenere spese per concessioni, impianti, controlli, personale, sicurezza, movimentazione e commercializzazione. Gli operatori abusivi possono invece immettere prodotto sul mercato senza affrontare gli stessi costi, alterando la concorrenza.
Un marchio certificato potrebbe aiutare a riconoscere il valore della produzione regolare, rendendo immediatamente identificabili provenienza, qualità e tracciabilità dei mitili.
Inquinamento e cambiamenti climatici aggravano la crisi
L’abusivismo non è l’unico fattore che ha indebolito il settore.
Negli ultimi anni i produttori hanno dovuto affrontare problemi ambientali, limitazioni legate all’inquinamento e gli effetti dei cambiamenti climatici. L’aumento delle temperature dell’acqua e le alterazioni dell’ecosistema marino possono incidere sui cicli produttivi, sulla crescita dei mitili e sulla sostenibilità economica degli allevamenti.
Emergenze ripetute hanno costretto molte imprese a lavorare in condizioni di forte incertezza. Per CONFAPI Taranto non è più sufficiente intervenire soltanto quando si presenta una crisi: occorre una programmazione capace di garantire regole, controlli e infrastrutture permanenti.
CONFAPI attende le decisioni degli enti
CONFAPI Taranto si dichiara pronta a sostenere la realizzazione del marchio certificato, del centro di spedizione e degli approdi autorizzati.
L’associazione, che rappresenta le piccole e medie imprese del territorio, svolge istituzionalmente attività di tutela degli interessi economici e produttivi delle aziende aderenti.
Ora la proposta dovrà essere valutata dagli enti amministrativi competenti.
La difesa della mitilicoltura legale passa da controlli rigorosi, ma anche dalla possibilità di offrire agli imprenditori regolari strumenti, spazi e infrastrutture adeguati. Un marchio riconoscibile e una filiera tracciata potrebbero proteggere i consumatori, contrastare il mercato abusivo e restituire valore alla cozza di Taranto.














