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Puglia in zona rossa per le morti sul lavoro: 23 vittime nei primi cinque mesi del 2026, cresce l’allarme sicurezza

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La Puglia rientra tra le sei regioni italiane con il più alto indice di incidenza degli infortuni mortali sul lavoro. Nei primi cinque mesi del 2026 sono 23 le vittime in occasione di lavoro, mentre in Italia i decessi complessivi scendono a 370, con un calo del 4,1% rispetto al 2025.

Puglia in zona rossa per le morti sul lavoro: 23 vittime da gennaio a maggio 2026

La Puglia è tra le sei regioni italiane classificate in zona rossa per rischio di mortalità sul lavoro nei primi cinque mesi del 2026. Lo evidenzia il nuovo report dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering, secondo cui nella regione si contano 23 lavoratori deceduti in occasione di lavoro tra gennaio e maggio.

A livello nazionale le vittime complessive sono 370, di cui 269 durante l’attività lavorativa e 101 negli spostamenti casa-lavoro, con una diminuzione del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tuttavia il calo appare meno marcato rispetto ai mesi precedenti e cresce la preoccupazione per l’aumento delle denunce di infortunio.

La Puglia tra le regioni con il rischio più elevato

L’Osservatorio Vega colloca la Puglia nella fascia di rischio più alta insieme a Sicilia, Liguria, Calabria, Trentino-Alto Adige e Veneto.

La classificazione si basa sull’indice di incidenza, che misura il numero di lavoratori morti ogni milione di occupati. La media nazionale è pari a 11,2 decessi per milione di lavoratori, mentre le regioni in zona rossa superano del 25% questo valore.

Secondo l’ingegner Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, il quadro richiede un rafforzamento delle attività di prevenzione.

Le 370 vittime registrate a fine maggio, insieme alle sei regioni in zona rossa e all’aumento delle denunce di infortunio, confermano la necessità di mantenere alta l’attenzione su formazione e controlli.

I lavoratori più esposti al rischio

Il report individua due categorie particolarmente vulnerabili.

Gli over 65 continuano a registrare il più elevato indice di mortalità, con 35,8 decessi ogni milione di occupati. Seguono i lavoratori tra 55 e 64 anni con un indice di 18,4, mentre nella fascia tra 15 e 24 anni l’incidenza è pari a 10,5.

In valori assoluti, la fascia tra 55 e 64 anni conta il maggior numero di vittime: 103 decessi sui 269 avvenuti durante il lavoro.

Preoccupante anche il dato relativo ai lavoratori stranieri. Nei primi cinque mesi del 2026 sono 106 le vittime complessive, di cui 73 durante l’attività lavorativa. Il loro rischio di morte supera di oltre tre volte quello dei lavoratori italiani: 28,2 morti per milione di occupati contro 9,1.

Costruzioni e trasporti restano i comparti più colpiti

I settori con il maggior numero di infortuni mortali continuano a essere:

  • Costruzioni
  • Trasporti e magazzinaggio
  • Attività manifatturiere

Il giovedì si conferma il giorno della settimana con il maggior numero di incidenti mortali, rappresentando il 22,7% del totale.

Aumentano le denunce di infortunio

Parallelamente ai dati sulle vittime cresce anche il numero degli infortuni denunciati.

Nei primi cinque mesi del 2026 le denunce presentate all’INAIL sono 261.389, con un incremento del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il maggior numero riguarda ancora il comparto manifatturiero, seguito da sanità, costruzioni, trasporto e commercio.

Un segnale che riguarda anche la Puglia

Il lieve calo delle vittime registrato a livello nazionale non basta a ridurre l’allarme. La presenza della Puglia tra le regioni in zona rossa evidenzia come sicurezza, formazione e controlli restino temi prioritari anche sul territorio regionale, dove il numero delle morti sul lavoro continua a rappresentare una delle principali emergenze sociali.

I dati completi, comprensivi delle statistiche provinciali e dei grafici aggiornati, sono disponibili sul portale dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering.

Redazione Pugliapress

PugliaPress Quotidiano cartaceo e online dal 7 dicembre del 2000 redazione@pugliapress.it direttore@pugliapress.it

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