Cronaca Taranto

Taranto, confermata la detenzione per quattro minorenni dopo la morte di Bakari Sako

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Il Tribunale del Riesame ha respinto le richieste della difesa. I ragazzi restano negli istituti penali minorili di Lecce e Bari.

Taranto, confermata la detenzione per quattro minorenni

Il Tribunale del Riesame ha confermato la detenzione per quattro minorenni indagati nell’inchiesta sulla morte di Bakari Sako, il giovane accoltellato all’alba del 9 maggio nella città vecchia di Taranto.

I giudici hanno respinto la richiesta presentata dai difensori, che avevano chiesto una misura meno restrittiva. La difesa puntava al trasferimento in comunità o, in alternativa, agli arresti domiciliari.

La decisione lascia quindi invariata la misura cautelare già disposta. I quattro minorenni resteranno negli istituti penali minorili di Lecce e Bari, dove si trovano attualmente.

L’aggressione nella città vecchia

La vicenda risale alle prime ore del 9 maggio. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Bakari Sako sarebbe stato colpito con un coltello durante un’aggressione avvenuta nel centro storico di Taranto.

L’episodio ha portato all’apertura di un’inchiesta che coinvolge più persone, tra minorenni e maggiorenni. Al centro degli accertamenti ci sono la dinamica dell’aggressione, i ruoli dei singoli indagati e le responsabilità da chiarire nelle successive fasi del procedimento.

Con il rigetto delle istanze difensive, il Riesame ha ritenuto di confermare la misura cautelare nei confronti dei quattro ragazzi.

Attesa per gli altri indagati

Resta da valutare anche la posizione di due maggiorenni coinvolti nell’inchiesta. Per loro la difesa ha chiesto l’annullamento della misura cautelare, sostenendo un ruolo marginale nella vicenda.

L’udienza è fissata al 4 giugno. Saranno i giudici a stabilire se confermare la misura già disposta o accogliere le richieste dei legali.

L’inchiesta prosegue. Le prossime verifiche dovranno definire con maggiore precisione quanto accaduto nella città vecchia di Taranto e il coinvolgimento delle persone indagate.

Redazione Pugliapress

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