La famiglia di Bakari Sako potrà riportarlo in Mali

Autorizzato il rimpatrio della salma del 35enne ucciso a Taranto. Il trasferimento inizierà venerdì con arrivo previsto a Kayes il 3 giugno.
Via libera al trasferimento della salma di Bakari Sako
La famiglia di Bakari Sako potrà finalmente riportare il corpo del 35enne in Mali. Dopo giorni di attesa è arrivata l’autorizzazione necessaria al rimpatrio della salma del bracciante ucciso a Taranto all’alba del 9 maggio.
Il documento decisivo, il cosiddetto passaporto funebre, è stato rilasciato dall’ambasciata a Roma nella giornata del 27 maggio. Il trasferimento della salma di Bakari Sako inizierà venerdì pomeriggio.
Il feretro partirà da Taranto per raggiungere Roma. Dall’aeroporto di Fiumicino sarà poi imbarcato su un volo diretto a Tunisi, dove è prevista una sosta tecnica. Successivamente il viaggio proseguirà verso Bamako, capitale del Mali. L’arrivo nella città di Kayes, paese d’origine del lavoratore, è previsto per il 3 giugno.
Le indagini sull’omicidio restano aperte
I familiari di Bakari Sako erano arrivati a Taranto il 12 maggio, il giorno successivo ai provvedimenti emessi nei confronti dei presunti responsabili dell’aggressione.
L’inchiesta riguarda sei persone: quattro minorenni tra i 15 e i 17 anni e due maggiorenni, Fabio Sale di 19 anni e Cosimo Colucci di 22. Il prossimo 29 maggio il Tribunale del Riesame dovrà rivalutare la posizione dei minorenni coinvolti.
Davanti al giudice, gli indagati hanno sostenuto di non aver compreso subito la gravità delle condizioni del 35enne. Secondo quanto dichiarato, avrebbero tentato di farlo riprendere gettandogli dell’acqua addosso.
Nelle ultime ore è emerso anche un nuovo video che mostra il passaggio di un’ambulanza nella zona dell’aggressione. Secondo quanto trapelato, il mezzo stava però già trasportando un altro paziente. L’ambulanza chiamata per Bakari Sako sarebbe arrivata solo in un secondo momento, quando ormai non c’era più nulla da fare.
Attesa per la relazione del medico legale
Uno dei punti centrali dell’inchiesta riguarda i tempi dei soccorsi. Gli investigatori dovranno stabilire se un intervento più rapido avrebbe potuto evitare la morte del bracciante.
Per chiarire questo aspetto sarà fondamentale la relazione del medico legale, attesa nei prossimi giorni. Il documento dovrà ricostruire le cause del decesso e indicare se vi fossero possibilità concrete di salvare il 35enne.
Intanto, con il rilascio dell’autorizzazione al rimpatrio, la famiglia può organizzare il ritorno di Bakari Sako nella sua terra d’origine, mentre l’indagine giudiziaria prosegue tra accertamenti tecnici e nuovi elementi acquisiti dagli investigatori.























