Droga e telefoni in carcere con i droni: 10 arresti a Taranto
Coinvolto anche un agente penitenziario. L’inchiesta riguarda un traffico organizzato verso l’istituto penitenziario, con consegne alle finestre dei detenuti.
Droga e telefoni in carcere con i droni: l’operazione a Taranto
Droga e telefoni in carcere con i droni. È il sistema al centro dell’inchiesta che ha portato all’esecuzione di 11 misure cautelari a Taranto, nell’ambito di un’operazione condotta all’alba dalla Polizia penitenziaria con il supporto della Squadra Mobile della Polizia di Stato.
Il provvedimento riguarda dieci persone arrestate e un indagato sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tra i destinatari delle misure compare anche un agente penitenziario, già arrestato nell’ottobre 2024 dopo il ritrovamento nella sua auto di hashish, cocaina, telefoni e altri dispositivi.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, droga e cellulari sarebbero arrivati fino alle finestre del carcere di Taranto attraverso droni. In altri casi, il materiale sarebbe stato introdotto con il coinvolgimento di parenti e conoscenti dei detenuti.
Le misure cautelari e il ruolo dei detenuti
Le misure eseguite sono cinque custodie cautelari in carcere, due delle quali nei confronti di persone già detenute. Altre cinque persone sono finite agli arresti domiciliari, tra cui l’agente penitenziario. Per un altro indagato è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
L’indagine è partita nel maggio 2024. Al centro del traffico, secondo gli accertamenti, ci sarebbero stati tre detenuti del circuito di media sicurezza. Sarebbero stati loro a gestire lo spaccio all’interno dell’istituto, imponendo prezzi più alti rispetto a quelli praticati all’esterno.
Il pagamento della droga e dei telefoni sarebbe avvenuto con modalità diverse: bonifici, ricariche su carte prepagate e consegna di sigarette. Queste ultime, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero poi state rivendute anche attraverso tabaccai compiacenti della città.
Nel corso dell’inchiesta è emersa anche la posizione di una coppia di Grottaglie. I due sarebbero stati trovati in possesso di circa un chilo di hashish, una trentina di telefoni cellulari, numerose schede telefoniche e un drone di grandi dimensioni.
Un traffico organizzato verso il carcere
L’uso dei droni conferma una modalità sempre più insidiosa per far arrivare oggetti vietati negli istituti penitenziari. Nel caso di Taranto, il sistema avrebbe consentito consegne mirate, direttamente in prossimità delle celle.
Gli accertamenti proseguono per definire il ruolo dei singoli indagati e ricostruire tutti i passaggi del traffico. L’operazione mette al centro anche il tema della sicurezza negli istituti penitenziari e dei controlli sugli accessi esterni e interni.

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